domenica 13 Settembre 2026

«Per vincere andiamo oltre Renzi»: Conte infiamma la Festa dell’Unità e lancia l’asse civico

Tra sarcasmo, primarie e battibecchi a distanza, il leader del M5s risponde al capo di Iv e blinda l'alleanza con il movimento di Onorato, accendendo il dibattito sul futuro del centrosinistra

Di Redazione
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La frecciata e il nodo primarie

Accolto dagli applausi del popolo dem alla dell’Unità di Reggio Emilia, declina senza troppi complimenti l’invito a prendere un caffè insieme lanciato da Matteo Renzi: «No, a quest’ora non posso, poi non dormo». Il leader del M5s approfitta della piazza per spingere con decisione sulle primarie della coalizione, smarcandosi dalle perplessità espresse poco prima dallo stesso palco dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e da Roberto Speranza. «Che facciamo? Ci riuniamo in qualche segreta stanza?», incalza Conte, bollando come «offensivo» l’interrogativo sulla sua lealtà in caso di sconfitta e ribadendo di essere unicamente al servizio di un progetto progressista.

L’affondo su Iv e l’apertura a Onorato

Se le primarie restano lo strumento fondamentale per la scelta della leadership, sul perimetro della coalizione Conte traccia una linea netta che esclude il leader di Italia Viva. «Renzi ha una sua capacità sull’ che mi sembra ben circoscritta. Volete andare oltre o vi volete fermare a Renzi?», chiede provocatoriamente al pubblico. Contestualmente, la guida pentastellata sposa la causa del Progetto Civico di Alessandro Onorato, definendolo un movimento nato dal basso e capace di unire centinaia di amministratori. Una mossa che marca la distanza da Elly Schlein, sospettata di guardare con troppa benevolenza a Renzi a discapito delle nuove realtà civiche.

La delle firme e la replica di

La scommessa di Onorato deve però fare i conti con la nuova legge elettorale, che impone alle nuove forze di raccogliere 370mila firme in appena 15 giorni per correre alle elezioni del 2027. «Un ostacolo creato ad arte», denuncia il promotore del movimento civico, già ai ferri corti con Renzi che lo ha ironicamente liquidato come «il farmaco generico del M5s». A gettare acqua sul fuoco interviene il presidente del Pd Stefano Bonaccini, che critica l’enorme mole di firme richieste e precisa che i dem non tifano per i singoli personalismi ma lavorano per il Paese.

Le grandi manovre al

Mentre da Campobasso anche il Psi di Enzo Maraio guarda a Onorato e a Riccardo piuttosto che a Italia Viva, Renzi rilancia proponendo per il tavolo del programma figure come la Silvia Salis o lo stesso Manfredi, che tuttavia frena le ambizioni. In questo di fermento strategico, Reggio Emilia si prepara alla chiusura di Elly Schlein sul palco dell’Arena Campovolo, dove in molti attendono una risposta chiara per tracciare la rotta del campo largo.

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