domenica 13 Settembre 2026
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Più Europa, l’attacco della storica assistente di Bonino a Hallisey: «Non lo stimava. Era per le telecamere»

L'affondo di Carla Taibi sul giovane presidente del partito svela il clima teso all'addio della leader radicale. Ora il movimento si ritrova senza guida e diviso tra la linea Della Vedova-Renzi e l'asse di Magi

Di Redazione
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La scomparsa di Bonino lascia un vuoto incolmabile nel panorama politico italiano, ma apre simultaneamente una resa dei conti dolorosa all’ di . A tratteggiare la complessità degli ultimi giorni della leader radicale è Carla Taibi, sua storica assistente e portavoce, che in un’intima a Repubblica svela il clima teso persino nei momenti del dolore.

L’affondo a favor di telecamera

L’episodio simbolo di queste tensioni si è consumato proprio davanti alla clinica nel giorno del decesso. Taibi ha attaccato apertamente Matteo Hallisey, giovane presidente del , contestando la sua presenza e la sua ricerca di visibilità a favor di camera: «Lei era stata contraria alla sua candidatura a presidente, i rapporti si erano interrotti e non ne aveva grande stima, eppure lui adesso era lì, a favor di telecamera, a ricordarla: “Anche , per favore”, gli ho detto». Un affondo secco contro chi, nel giorno più triste, cercava la scena senza aver mai ottenuto la stima della leader scomparsa.

I due volti di Più Europa

Questo scontro è solo la punta dell’iceberg di una “guerra di religione” che rischia di travolgere la formazione politica. Nata dalla visione di Bonino insieme ai suoi “figliocci” Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi, Più Europa ha incarnato da sempre un doppio binario: da un lato l’anima economica e internazionale rappresentata da Della Vedova, dall’altro la vocazione all’attivismo per i diritti civili portata avanti da Magi.
Ora che la figura tutelare della fondatrice non c’è più, le tare e le divergenze strategiche rischiano di lacerare definitivamente il partito.

Il nodo delle alleanze

Al centro del contendere ci sono le prospettive elettorali nel centrosinistra. Della Vedova, sostenuto proprio dal vulcanico Hallisey, spinge per l’ingresso nella Riformista guidata da Matteo Renzi. Al contrario, Magi — scottato dal recente flop alle europee della lista Stati Uniti d’Europa — rifiuta l’asse con il leader di Italia Viva e punta alla costruzione di un del centro “aperto”, per evitare di consegnarsi a un’egemonia altrui.

L’eredita a rischio

Mesi fa, consapevole delle crescenti tensioni, Bonino aveva intimato ai suoi di restare uniti. Ma la storia del radicalismo insegna che l’unanimismo non appartiene al loro DNA. Senza la capacità di sintesi e l’autorevolezza morale di Emma, Più Europa si trova oggi a un bivio esistenziale: trovare un difficile compromesso strategico o rassegnarsi a una frammentazione che rischia di spegnere l’eredità di una delle stagioni più radicali e coraggiose del Paese.

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