martedì 27 Ottobre 2026
Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Roberto Vannacci e Matteo Salvini

Centrodestra ai ferri corti: il ricatto della Lega sulla sicurezza e l’affondo di Vannacci su Meloni

Il Carroccio deposita una risoluzione per inviare 10mila militari nelle stazioni e propone di pagarli attingendo ai profitti delle banche. Futuro Nazionale attacca la premier sulla legge elettorale, mentre Palazzo Chigi prova a blindare la maggioranza

Di Redazione
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Esplode un nuovo fronte di frizione nella maggioranza. La Lega deposita alla Camera una risoluzione per impegnare il governo a potenziare l’operazione “Strade Sicure”, chiedendo di portare a 10mila le unità militari impiegate nel presidio di piazze, stazioni e centri urbani. Attualmente risultano scoperte ben 61 città capoluogo. Per finanziare l’estensione del servizio serve «una spesa contenuta di 109 milioni all’anno», ma è sull’individuazione delle coperture che il Carroccio lancia la provocazione politica verso gli : «Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta operativa fin dai prossimi giorni. La spesa potrebbe essere coperta dai profitti di soli tre giorni di una grande banca ». La mossa punta a velocizzare la calendarizzazione in commissione Difesa, superando i dubbi espressi in passato dal ministro Guido Crosetto, orientato a restituire alle i loro compiti primari.

L’altolà di Vannacci e l’affondo sulla legge elettorale

A complicare il quadro politico intervengono le dichiarazioni di Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Roberto Vannacci. Rispondendo a un’ipotesi di intesa elettorale con la di governo, Simoni chiarisce la linea: «Un matrimonio si fa in due. Se vogliono chiamarci, il telefono del generale Vannacci è sempre acceso. Fermo restando che abbiamo delle linee invalicabili, come in ». Il movimento di Vannacci attacca poi frontalmente la premier sulle ultime riforme: «Sono convinto che Meloni sia andata in confusione dopo la sconfitta al . C’era già una legge pronta, un accordo con Conte. Il sogno di Meloni era fare il presidente della Repubblica, ma dopo la sconfitta è arrivato questo pastrocchio».

Il richiamo di Meloni alla compattezza della coalizione

In un videomessaggio inviato alla festa dell’Udc, la presidente del Consiglio prova a blindare la maggioranza richiamando tutti all’applicazione degli impegni presi: «La nostra bussola è e rimarrà sempre il programma che i cittadini hanno sottoscritto nelle urne e che stiamo attuando punto per punto senza esitazioni». In merito alle turbolenze e ai retroscena sui , Meloni difende la tenuta del quadro politico: «Gli italiani devono sapere che c’è un governo che rimane ogni giorno al lavoro per dare risposte, che tiene la barra dritta, che non ha e non scappa. Lo stiamo facendo insieme a tutte le forze che da 30 anni sono i pilastri del ».

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