Alessandro Di Battista è arrivato in Italia nella mattinata di sabato 12 settembre ed è stato subito ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. L’aereo con a bordo l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle è atterrato all’aeroporto di Ciampino dopo essere decollato da Cuba nella giornata precedente. La partenza era avvenuta alle 17 di venerdì 11 settembre (ora italiana) e il viaggio si è concluso dopo circa dodici ore di volo. Con l’atterraggio nella Capitale e il successivo trasferimento nella struttura ospedaliera romana, si garantisce ora la piena continuità dell’assistenza e del monitoraggio medico del paziente.
Il protocollo a bassa quota e lo scalo in Lussemburgo
Il trasferimento dall’isola caribica è stato strutturato secondo un protocollo di sicurezza estremamente rigido per tutelare il quadro clinico dell’ex deputato. Per evitare i rischi legati all’eccessiva pressurizzazione dell’abitacolo, il viaggio ha previsto una rotta a bassa quota e si è articolato con uno scalo tecnico in Lussemburgo, come riferito dal Corriere della Sera. Il piano di volo è stato confermato definitivamente soltanto poche ore prima del decollo, dopo che un primo tentativo di rientro programmato per il 4 settembre era fallito a causa di un temporaneo peggioramento delle sue condizioni.
Dal malore durante il reportage all’operazione all’Avana
Di Battista si trovava a Cuba per realizzare un documentario per «Il Fatto Quotidiano» quando, lo scorso 29 agosto, ha accusato un forte mal di testa. Dopo un iniziale ricovero nell’ospedale di Santa Clara, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Hermanos Ameijeiras de L’Avana. Nella capitale cubana l’ex parlamentare è stato sottoposto a un intervento chirurgico e a un periodo di osservazione in terapia intensiva, dove è stato raggiunto da due specialisti inviati dal Gemelli: il neurochirurgo Giuseppe Maria Della Pepa e l’anestesista Isabella Melchionda. Al suo fianco sono rimasti la compagna Sahra Lahouasnia e l’amico Luca Di Giuseppe, presidente dell’associazione «Schierarsi», fino al trasferimento finale nel nosocomio romano.
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