lunedì 27 Luglio 2026
milano polizia minorenne ph ig

A Milano una minorenne è stata stuprata da un ragazzo conosciuto sul web

L'indagine della Procura porta all'emissione di una misura cautelare: il giudice dispone l'obbligo di dimora, pur riconoscendo il rischio di reiterazione del reato

Di Sharon Costa
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Una ragazza di 16 anni ha denunciato di avere subito una dopo avere conosciuto su Instagram un giovane di 22 anni. La vicenda, avvenuta a Milano, ha dato origine a un’indagine della che ha portato all’applicazione di una misura cautelare nei confronti del ragazzo. Il giudice per le indagini preliminari Giulia d’Antoni ha disposto nei confronti dell’indagato l’obbligo di dimora nel Comune di residenza e il divieto di uscire dalla propria abitazione nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 7. La Procura aveva invece chiesto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i presupposti per una misura più restrittiva.

Il contatto sui social e l’incontro nel quartiere

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’indagine, la sedicenne e il ventiduenne hanno iniziato a sentirsi attraverso Instagram. Dopo alcuni messaggi scambiati sulla piattaforma, i due hanno deciso di incontrarsi di persona. Lo scorso 29 marzo si sono dati appuntamento davanti a un supermercato nella zona sud-ovest di Milano, a poca distanza dall’abitazione della ragazza. Dopo essersi incontrati hanno camminato insieme fino a raggiungere un parco situato nelle vicinanze. Durante la passeggiata si sono scambiati alcuni baci, ma, secondo il racconto della giovane, la situazione è cambiata quando il ragazzo ha cercato di spingersi oltre.

La sedicenne ha dichiarato di avere espresso con chiarezza il proprio rifiuto pronunciando la frase “Non voglio fare queste cose”. Secondo la denuncia presentata alla polizia, il ventiduenne avrebbe ignorato quella volontà e avrebbe continuato la propria condotta fino a consumare la violenza. Su questa ricostruzione si concentra l’attività investigativa della magistratura milanese, chiamata a verificare ogni elemento raccolto durante l’inchiesta.

La denuncia e gli accertamenti della Procura

Dopo l’episodio la ragazza si è confidata con un’amica. Successivamente ha raccontato quanto accaduto ai propri , che hanno deciso di rivolgersi immediatamente alla polizia. La giovane ha quindi formalizzato la denuncia, consentendo agli investigatori di avviare gli accertamenti previsti dalla .

Le indagini, coordinate dal ministero , hanno preso in esame le conversazioni avvenute attraverso i social network, i profili riconducibili al ventiduenne e le immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona dell’incontro. Gli investigatori hanno inoltre ascoltato la ragazza in audizione protetta. Nel corso di quella procedura la sedicenne ha riconosciuto anche in fotografia il giovane indicato come autore della presunta aggressione.

La misura cautelare decisa dal giudice

L’inchiesta ha portato la Procura a chiedere l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti del ventiduenne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti relativi a contro il . Il giudice Giulia d’Antoni, pur riconoscendo il rischio di reiterazione del reato, ha ritenuto sufficiente applicare una misura meno restrittiva rispetto a quella richiesta dall’.

Il ventiduenne, assistito dall’avvocato Massimo Grondona, dovrà quindi rispettare l’obbligo di dimora nel Comune dell’hinterland milanese dove risiede e osservare il divieto di lasciare la propria abitazione durante le ore notturne. L’indagine prosegue secondo le procedure previste dall’autorità giudiziaria per consentire agli inquirenti di completare tutti gli necessari e definire ogni aspetto della vicenda.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata