Giorgia Meloni diventerà Presidente della Repubblica, ma non nel 2029. Lo ha sostenuto la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, nel corso di un’intervista con il giornalista Augusto Minzolini. L’esponente di FdI non ha dubbi sul fatto che l’elezione della leader del suo partito a Capo dello Stato non possa che portare benefici al Paese. Eppure, per qualche motivo non esplicitato, la nomina dovrà slittare al 2036.
Qualche dubbio c’è anche sulle motivazioni che renderebbero Meloni un buon Presidente della Repubblica. “Per l’Italia sarebbe una grande fortuna. È una donna, è brava a livello internazionale”, spiega La Russa, lasciando intendere che la leader di FdI, oltre ad essere la prima donna a capo del Governo, vorrebbe il primato di prima donna a capo dello Stato. Non è chiaro, però, come questo successo personale possa essere un beneficio per il Paese.
La corsa al Quirinale della destra
In ogni caso si tratta di un passo in avanti che non potrà essere compiuto nel breve periodo. La Russa brucia definitivamente la candidatura di Meloni, annunciando con più di due anni di anticipo che la Presidente del Consiglio potrebbe correre per la guida del Quirinale. In fin dei conti, la strada era già stata aperta qualche settimana fa dalla stessa Meloni, quando nello studio di Nicola Porro aveva sostenuto che “si può rompere il tabù del presidente della Repubblica di destra”.
L’ipotesi principale è che la premier si stesse riferendo a se stessa, anche se non si esclude che nel 2029 possa parteggiare per qualche suo fedelissimo. I nomi non mancano e tra questi c’è anche quello di Ignazio La Russa. Il Presidente del Senato ha già iniziato a dimostrare la sua nuova personalità politica moderata, proponendosi come mediatore tra maggioranza e opposizione sul tema del rinnovo della commissione di Vigilanza Rai e sulla legge elettorale.
La Russa ha concorrenza per il Quirinale
Non si può escludere, quindi, che la riflessione di La Russa su Meloni Presidente della Repubblica fosse necessaria proprio a bruciare la sua leader. Nessuno finora ha infatti pubblicizzato la corsa al Quirinale con così tanto anticipo. L’esponente di FdI sa che la concorrenza per il ruolo di Capo dello Stato è numerosa. Tra i favoriti al momento ci sono il leader di FI Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, l’ex sindaca di Milano Letizia Moratti e anche l’ex Presidente del Senato Marcello Pera.
La Russa, quindi, potrebbe aver eliminato dalla lista l’avversario più pericoloso in vista del voto. Ma prima di pensare all’elezione del Presidente della Repubblica, la seconda carica dello Stato deve sperare che la sua coalizione riesca a vincere almeno le politiche del 2027.
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