(Adnkronos) – Si temono numerosi morti dopo una violenta e improvvisa inondazione che ha interessato il bacino del fiume Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa nel nord del Nepal, al confine con il Tibet. L’acqua ha travolto alcuni villaggi nei distretti montuosi al confine con la Cina e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Finora si registrano 8 vittime e 12 persone sono state tratte in salvo. Ma le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso.
“Finora sono stati recuperati otto corpi. Le operazioni di salvataggio sono in corso”, ha dichiarato all’Afp il portavoce della polizia nepalese, Abi Narayan Kafle. Un insegnante della zona, Suman Chalise, ha raccontato di aver visto l’acqua trascinare via “otto o nove camion, insieme a case e persone”. L’esercito nepalese ha inviato elicotteri e squadre di soccorso nelle aree più colpite. I danni hanno interessato anche le infrastrutture energetiche. Le autorità temono inoltre nuove piene.
L’emergenza ha coinvolto anche il versante cinese del confine. I media statali di Pechino hanno riferito di una frana nella zona del porto commerciale di Gyirong, in Tibet, parlando di numerose vittime e dispersi. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ordinato di rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso e di fare il possibile per ridurre il numero delle vittime. Le autorità hanno inoltre avvertito del rischio di frane lungo le strade della regione.
Secondo quanto ha comunicato l’Ente del Turismo del Nepal, sono 348 i turisti, tra cui 291 stranieri, che risultano “dispersi”. Le autorità “stanno lavorando per verificare dove si trovino e in che condizioni di sicurezza i turisti e i viaggiatori che si trovavano o stavano transitando nelle aree interessate”, ha dichiarato l’ente in un comunicato. Tra le persone dichiarate disperse figurano nepalesi, 12 britannici, 105 indiani, 37 indiani non residenti, 17 malesi, quattro sudafricani, tre americani, un australiano, un olandese e 111 di nazionalità ancora da confermare.
La Farnesina ha reso noto che, sulla base delle registrazioni su ‘Dove siamo nel mondo’, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Sono in corso le verifiche per accertarne le condizioni e assicurare, ove necessario, assistenza, ha aggiunto la Farnesina. L’Unità di Crisi della Farnesina è in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata d’Italia a Pechino. Due turisti con la loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, sono in contatto con il Ministero.
Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +390636225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 33 2479 2426 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957. Seguiranno aggiornamenti.
Secondo i funzionari locali, l’alluvione potrebbe essere stata provocata dallo scioglimento della neve caduta nel fiume Bhote Koshi, che scorre dal Tibet verso il Nepal. Diversi distretti a valle sono stati posti in stato di massima allerta e l’autorità nazionale per la gestione delle emergenze ha invitato la popolazione che vive nelle aree vulnerabili lungo le sponde dei fiumi a prestare la massima attenzione. Rasuwa si trova lungo una delle principali vie commerciali tra il Nepal e la Cina e, come ricorda la Bbc, già lo scorso anno era stata colpita da una devastante alluvione, che aveva provocato 18 morti dopo il cedimento di un ghiacciaio sul versante cinese del confine.
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