La decisione della Rai di avvicendare Sigfrido Ranucci alla conduzione di Report è ora formalmente contestata dal giornalista. Attraverso i suoi legali, Roberto De Vita e Stefano Rossi, Ranucci ha inviato all’azienda una comunicazione con cui chiede chiarimenti e documentazione sulla decisione e ne contesta la legittimità. Nella lettera, gli avvocati precisano che della scelta Rai «si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d’urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti». La richiesta di chiarimenti, sottolineano inoltre i legali, «non comporta pertanto, né potrà essere interpretata quale, acquiescenza, accettazione o rinuncia ad alcun diritto, azione o eccezione». Si apre dunque un nuovo fronte, questa volta sul piano formale e legale, dopo giorni di tensioni attorno al futuro del programma di Raitre.
La redazione: «Pronti ad abbandonare il programma»
Il caso resta aperto anche sul fronte interno a Report. Una parte consistente della redazione, con diversi inviati storici, ha manifestato la propria contrarietà alla nuova impostazione e minaccia di lasciare il programma. Mercoledì la redazione incontrerà il direttore Approfondimento Paolo Corsini. «Dove ribadiremo la nostra posizione, con l’auspicio, visto che la stragrande maggioranza degli inviati ha intenzione di abbandonare il programma, che ci ripensino», ha spiegato all’ANSA Bernardo Iovine. «Se la Rai non ritira la proposta faremo una conferenza stampa e ci appelliamo al nostro pubblico e alla società civile per sostenerci», ha aggiunto Iovine, che ha rifiutato il ruolo di capo autore.
Lo scontro politico
Intanto la vicenda continua ad alimentare lo scontro politico. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha ironizzato sulla reazione di Ranucci: «Ho letto che Ranucci è molto irritato per il fatto che Report non sarà più un suo programma. Forse si aspettava una medaglia dopo tutto quello che è avvenuto?». Durissimo anche Maurizio Gasparri: «Quella su Ranucci era una decisione inevitabile, viste le fanfaluche che ha diffuso per anni e il discredito che ha gettato su se stesso e su Report per le pessime frequentazioni che ha avuto». Di segno opposto il giudizio di Peppe De Cristofaro, capogruppo di AVS: «Per la destra Report e Ranucci sono una vera ossessione. TeleMeloni non poteva più sopportare l’indipendenza delle giornaliste e dei giornalisti della redazione di Report».
Le polemiche sui nuovi conduttori
L’Unirai ha invece difeso Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, indicati dalla Rai per la nuova conduzione. «Ranucci non può offendere e definire “mediocre” la scelta dell’azienda», afferma il sindacato, ricordando che i due giornalisti sono «vincitori di concorso con alle spalle una lunga esperienza professionale nel giornalismo d’inchiesta». «Ancora più grave è l’utilizzo del termine “collaborazionisti”», aggiunge Unirai, definendolo «un’etichetta infamante» per i colleghi. Ranucci, intanto, prosegue il suo tour in Sicilia. Dopo aver ricevuto il 48esimo Premio Nazionale Garitta come migliore conduttore televisivo, ha ribadito sui social il sostegno ricevuto dal pubblico. La battaglia su Report, però, è tutt’altro che conclusa: con la contestazione formale dei suoi legali, il caso entra ora anche sul terreno giudiziario.
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