mercoledì 16 Settembre 2026

Venezia 83, Gabbriellini: “‘La città dei vivi’ per raccontare Luca Varani, la mamma? Non so se vorrà vedere il film”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Non so se vorrà vedere il . Noi ovviamente l’abbiamo proposto, l’abbiamo invitata, non qui ma in una sede più opportuna. Vedremo”. A parlare con l’Adnkronos è Edoardo Gabbriellini, regista de ‘La città dei vivi’, presentato alla Mostra del di Venezia nella sezione ‘Orizzonti’. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, ricostruisce i fatti dell’ di Luca Varani, avvenuto a Roma nella notte tra il 4 e il 5 marzo del 2016. La scelta del regista è stata quella di non mostrare la violenza, ma di raccontare Luca prima che diventasse una notizia. “Il fatto di cronaca non è centrale nel film”, spiega Gabbriellini. Si tratta “di un di formazione che a un certo punto si interrompe per un evento tragico. È il racconto di un percorso incerto, fragile, di un ragazzo di quell’ lì”. Una scelta che, nell’epoca del true crime, appare in controtendenza. “Adesso me ne prendo la , ma non c’era una volontà di andare controcorrente. Non c’è mai stata un’incertezza, la mia intenzione è stata sempre la stessa sin dall’inizio”. 

Nel ruolo dei genitori di Luca ci sono Valerio Mastandrea e Simona Senzacqua. “Come è impossibile, diciamo, farsi domande rispetto a questa storia”, racconta Mastandrea. “Quando è avvenuta la ero padre da poco. Poi, con il film, ho avuto la sensazione che fosse impensabile entrare proprio in profondità in quella roba. Il cinema, invece, serve per rendere le cose possibili, per trasferire a chi guarda un’autenticità anche nei confronti del rapporto col , con l’amore, con tutto quello che accade in questa “.  

A dare il volto a Luca Varani è il giovane Emanuele Maria Di Stefano, che all’epoca dell’omicidio aveva solo 14 anni e oggi sente tutta la responsabilità del suo ruolo: “Ho cercato di costruire il personaggio non andando scrupolosamente e morbosamente a ricercare una verità su quello che è stato veramente Luca Varani, anche perché non avrei avuto modo di scoprirlo. A mio avviso, sarebbe stato inappropriato”. La responsabilità che sente nell’avere le sue vesti “è immensa”, continua l’attore. “Probabilmente, anzi quasi sicuramente, le persone che hanno vissuto questa vicenda e che sono ancora vive, vedendo questo film, sentiranno nuovamente un enorme dolore. L’unica cosa che posso fare è esserne consapevole, prendermi la responsabilità del loro dolore. E se loro di nuovo ripasseranno per questa strada buia, per qualsiasi motivo, per questo film, io ne sono responsabile”, conclude Di Stefano. 

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