domenica 13 Settembre 2026

Influenza, la stagione è già arrivata? I consigli dell’esperto per affrontare il primo freddo

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Già arrivata la stagione dell’influenza? “In attesa dei dati dell’Istituto superiore di , che monitorano l’andamento delle infezioni respiratorie in , possiamo dire che già da diverse parti arrivano segnalazioni di casi di infezioni respiratorie, probabilmente di origine virale, anche a del brusco calo delle temperature”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Massimo Andreoni, professore emerito dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Collegio dei probiviri della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e del Consiglio superiore di sanità. 

Questo dato, secondo l’infettivologo, fa pensare che “la stagione influenzale, così come è successo negli ultimi anni, possa essere anticipata. Se fino a qualche anno fa la circolazione dell’influenza iniziava generalmente tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, negli ultimi 3 anni – ricorda Andreoni – abbiamo assistito a un anticipo, con la circolazione del già dalla fine di ottobre. Le prime segnalazioni che arrivano lasciano quindi intendere che la stagione influenzale possa iniziare sempre più presto”. A questo si aggiungono gli “sbalzi di temperatura, che possono arrivare anche a 10 o 15 gradi in meno e rendere più problematica la gestione delle malattie da raffreddamento e delle infezioni respiratorie”, aggiunge. 

Per il medico “ci esponiamo alle basse temperature non sempre in maniera corretta anche dal punto di vista dell’abbigliamento. Spesso continuiamo a vestirci come quando le temperature erano più alte, senza adeguarci al brusco cambiamento climatico. Questo – avverte – può essere particolarmente problematico per le persone più fragili, sia per l’ sia per la presenza di comorbidità, quindi per esempio per i malati cronici, per chi soffre di Bpco o di malattie cardiovascolari”. Il consiglio è quello di utilizzare un abbigliamento adeguato alle temperature esterne e di “aderire alla campagna di vaccinazione antinfluenzale non appena sarà disponibile”. 

Per quanto riguarda i bambini, “bisogna considerare che la ripresa delle attività scolastiche e lavorative può facilitare la circolazione delle infezioni virali respiratorie”, osserva Andreoni. “È importante quindi coprire i bambini in maniera adeguata rispetto alle temperature – raccomanda l’infettivologo – e, in presenza di sintomi respiratori, prestare attenzione ai contatti con le persone fragili, come per esempio i nonni “.  

Quando è meglio evitare la scuola o il nido? “Quando il presenta sintomi respiratori più importanti e febbre, è opportuno consultare il , che potrà valutare la situazione e indicare se sia necessario lasciare il piccolo a fino alla guarigione”, conclude l’esperto. 

salute

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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