Sigfrido Ranucci passa al contrattacco e porta i vertici di Viale Mazzini davanti ai giudici. Con un ricorso d’urgenza di quasi cinquanta pagine depositato al Tribunale del Lavoro di Roma, il giornalista ha impugnato formalmente il provvedimento con cui la Rai, a fine agosto, lo ha rimosso dalla conduzione e dalla gestione di Report. Nel documento firmato dal legale Roberto De Vita si chiede di sospendere in via cautelare il termine di trenta giorni imposto dall’azienda per scegliere tra tre incarichi alternativi, bloccando qualsiasi ricollocazione unilaterale. L’obiettivo dichiarato è ottenere l’annullamento della decisione e il reintegro immediato nelle mansioni di autore e conduttore del programma di RaiTre in tempo per il debutto della nuova stagione, previsto per l’8 novembre.
L’incompatibilità senza prove e l’ombra dell’attentato
Il team legale del giornalista contesta la totale mancanza di basi fattuali dietro le formule usate dalla Rai per giustificare il siluramento, quali “incompatibilità obiettiva” o “presunte commistioni”. Secondo la difesa, l’azienda non ha fornito alcun fatto concreto addebitabile a Ranucci, che figura come parte lesa nell’inchiesta sull’attentato subito il 16 ottobre 2025. Il procedimento civilistico avanzera in parallelo con le indagini della Dda di Roma, che vede sei indagati per l’attack commissionato da Valter Lavitola. Gli inquirenti, impegnati ad analizzare pc e cellulari dell’ex editore da cui sarebbero già emersi vuoti e anomali “salti temporali”, contano di concludere i rilievi tecnici entro settembre prima di ascoltare Ranucci come persona informata sui fatti.
Le carte segrete e i nuovi guai giudiziari per Lavitola
Mentre il fronte del lavoro infiamma Viale Mazzini, si complica ulteriormente il quadro giudiziario attorno alla figura di Valter Lavitola. La Procura di Roma sta esaminando un’imponente mole di documenti contabili messi a disposizione da Natalia Potenza, ex compagna dell’imprenditore, ascoltata dagli inquirenti per quasi dieci ore. I verbali farebbero luce sulle attività finanziarie dell’ex editore de L’Avanti! e sulle quote in società attive nel mercato dei carbon credit tra Africa e Sudamerica. A rendere la posizione di Lavitola ancora più precaria s’aggiunge infine una denuncia per maltrattamenti presentata dalla stessa Potenza, finita direttamente sul tavolo dei magistrati del pool antiviolenza.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





