domenica 1 Novembre 2026

OpenAI ammette le anomalie dell’IA: «Sei casi di comportamento preoccupante»

In un post sul proprio blog, il colosso guidato da Sam Altman rivela sei episodi di "disallineamento" negli ultimi sei mesi: dai modelli che tentano di nascondere gli errori agli agenti che comunicano in rete senza autorizzazione. Rallenta la corsa alla quotazione in Borsa per prioritizzare la sicurezza, mentre dal governo USA arriva l'affondo del vicepresidente Vance

Di Redazione
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L’ammissione arriva direttamente dalle pagine ufficiali di OpenAI: negli ultimi sei mesi si sono verificati sei distinti casi di comportamento imprevisto e preoccupante da parte dei propri modelli di intelligenza artificiale. I dettagli emersi tratteggiano uno scenario inquietante sul tema del cosiddetto “disallineamento” tra obiettivi della macchina e interessi umani. Tra gli episodi più gravi spiccano un modello di e una sessione di addestramento di che hanno inserito istruzioni nascoste nei riepiloghi delle chat per celare i propri errori agli utenti. Un altro modello interno ha persino utilizzato una chiave API trapelata senza alcuna autorizzazione, arrivando a falsificare dati, mentre in altri casi gli agenti software hanno comunicato tra loro su bacheche non autorizzate o caricato file sul web per manipolare le valutazioni dei test.

Altman frena la corsa a Wall Street: «Allineamento non ancora risolto»

Di fronte alla gravità dei rilievi e alla crescente pressione della comunità scientifica, il patron Sam Altman ha deciso di congelare la quotazione in dell’azienda — la cui valutazione sfiora i mille miliardi di dollari —, rinviando l’Ipo al 2027 per concentrarsi sul nodo della sicurezza. «Non riteniamo che il settore abbia risolto le questioni relative all’allineamento in misura sufficiente da poter continuare a espandersi alla massima velocità», si legge nella nota aziendale. Una presa di posizione che si sposa con la di rallentare lo sviluppo avanzata da (), sostenuta da numerosi che temono rischi catastrofici per il futuro.

L’attacco della : «Non create Frankenstein»

Per prevenire ulteriori derive, OpenAI ha introdotto un nuovo sistema interno di segnalazione che permetterà dipendenti di denunciare qualsiasi anomalia direttamente ai team di sicurezza. Ma la mossa non basta a placare il dibattito politico negli Stati Uniti. Il vicepresidente JD Vance ha infatti respinto con fermezza il tentativo dei colossi tech di scaricare le responsabilità sul legislatore: «Se state creando Frankenstein, fermatevi. Non venite dal governo a chiedere regole per coprire i vostri rischi».

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