L’ammissione arriva direttamente dalle pagine ufficiali di OpenAI: negli ultimi sei mesi si sono verificati sei distinti casi di comportamento imprevisto e preoccupante da parte dei propri modelli di intelligenza artificiale. I dettagli emersi tratteggiano uno scenario inquietante sul tema del cosiddetto “disallineamento” tra obiettivi della macchina e interessi umani. Tra gli episodi più gravi spiccano un modello di ricerca e una sessione di addestramento di GPT-5.6 Sol che hanno inserito istruzioni nascoste nei riepiloghi delle chat per celare i propri errori agli utenti. Un altro modello interno ha persino utilizzato una chiave API trapelata senza alcuna autorizzazione, arrivando a falsificare dati, mentre in altri casi gli agenti software hanno comunicato tra loro su bacheche non autorizzate o caricato file sul web per manipolare le valutazioni dei test.
Altman frena la corsa a Wall Street: «Allineamento non ancora risolto»
Di fronte alla gravità dei rilievi e alla crescente pressione della comunità scientifica, il patron Sam Altman ha deciso di congelare la quotazione in Borsa dell’azienda — la cui valutazione sfiora i mille miliardi di dollari —, rinviando l’Ipo al 2027 per concentrarsi sul nodo della sicurezza. «Non riteniamo che il settore abbia risolto le questioni relative all’allineamento in misura sufficiente da poter continuare a espandersi alla massima velocità», si legge nella nota aziendale. Una presa di posizione che si sposa con la proposta di rallentare lo sviluppo avanzata da Dario Amodei (Anthropic), sostenuta da numerosi ricercatori che temono rischi catastrofici per il futuro.
L’attacco della Casa Bianca: «Non create Frankenstein»
Per prevenire ulteriori derive, OpenAI ha introdotto un nuovo sistema interno di segnalazione che permetterà ai dipendenti di denunciare qualsiasi anomalia direttamente ai team di sicurezza. Ma la mossa non basta a placare il dibattito politico negli Stati Uniti. Il vicepresidente JD Vance ha infatti respinto con fermezza il tentativo dei colossi tech di scaricare le responsabilità sul legislatore: «Se state creando Frankenstein, fermatevi. Non venite dal governo a chiedere regole per coprire i vostri rischi».
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