mercoledì 16 Settembre 2026

Meloni come Cetto La Qualunque: via il bollo auto nel 2027, l’anno delle elezioni

Il Consiglio dei ministri approva l'abolizione del tributo sulle vetture di piccola e media potenza e sulle moto. La premier rivendica la svolta contro la sinistra che "chiede la patrimoniale", ma AVS smaschera la mossa: un regalo elettorale finanziato tagliando i fondi alla sanità e ai servizi pubblici.

Di Redazione
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A porte chiuse nel Consiglio dei ministri, la maggioranza cala sul tavolo della l’azzeramento del bollo auto per i veicoli di piccola e media potenza fino a 80 kW e per i motoveicoli. La misura, applicabile a un solo mezzo per cittadino, coinvolge oltre il 70% del parco circolante nazionale, pari a circa 14,5 milioni di italiani. Per rivendicare il ci pensa la stessa Giorgia Meloni via social, cogliendo l’occasione per spostare la polemica sull’asse ideologico: «Abbiamo scelto di cancellare una delle tasse più odiate dagli italiani. Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una sulla proprietà». La copertura viene drenata dai fondi precedentemente destinati al contenimento del caro , trasformandoli in una riduzione strutturale ma con evidenti retropensieri di consenso.

L’affondo delle : il voto di scambio sulla pelle dei servizi

La reazione dell’opposizione mette subito a nudo le reali tempistiche della misura, interpretata come il vero e proprio nastro di partenza della prossima campagna elettorale. È il co-portavoce di e deputato di AVS, Angelo Bonelli, a usare le parole più dure contro la mossa del centrodestra: «Il governo Meloni ha approvato la ‘: via il bollo auto perché c’è la campagna elettorale, mentre si tagliano risorse alla sanità e alle Regioni». Secondo Bonelli, il provvedimento appare come un classico regalo elettorale pagato a caro prezzo dalle tasche pubbliche, incapace di alleviare le emergenze reali dei .

I conti che non tornano: l’inizio della propaganda tra bollette e salari

Dietro il trionfalismo di Palazzo Chigi si nasconde infatti una palese contraddizione economica. Mentre l’ elimina un balzello sulla proprietà di auto e moto per incassare voti, le famiglie italiane restano soffocate dagli stipendi tra i più bassi d’Europa e dalle nuove stangate sulle bollette elettriche. Eliminare la tassa automobilistica togliendo risorse cruciali agli enti locali e alla sanità pubblica significa nascondere la polvere sotto il tappeto. La campagna elettorale è ufficialmente aperta, ma l’illusione del regalo fiscale rischia di dissolversi di fronte al progressivo smantellamento dello stato sociale e dei servizi essenziali per i cittadini.

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