(Adnkronos) – “Grazie a Dio sto bene: non è la prima volta che mi insultano, è la prima volta che alzano le mani”. Così il rabbino Rav Tzemach Mizrachi, aggredito ieri a Milano, racconta all’Adnkronos quanto accaduto, spiegando che gli episodi di intimidazione e insulti non sarebbero però una novità.
Non è la prima volta quindi?
“No. Ogni sera, quando vado a casa passando dal tempio, passo davanti a un gruppo di persone che parlano altre lingue. Ricevo sempre degli insulti: quando sono in gruppo io faccio il giro per andare a casa: in mezzo non ci passo”.
Da quanto tempo ha percepito un peggioramento del clima?
“Da circa due anni”.
A questo proposito, ritiene che il clima politico, con le continue manifestazioni e prese di posizioni a favore della Palestina, possa avere un nesso con le aggressioni?
“Secondo me sicuramente quella roba che si fa in giro alimenta queste persone ad avere il coraggio di alzare le mani, di andare oltre. Sicuramente, questo sì”.
Che fare?
“Serve far capire che queste cose sono inaccettabili e che nelle strade di Milano vogliamo vivere con la pace e con tutti i tipi di persone, non importa di che fede sono. Uno deve stare bene con l’altro, si può salutare, si può sorridere, non si può mai insultare e, a maggior ragione, alzare le mani”
Insomma, non trasformare la contrapposizione in una divisione tra comunità.
“Il mondo deve aprire gli occhi a sapere chi sono i buoni. Tutti possono entrare nella categoria dei buoni, basta sapere come comportarsi”.
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