giovedì 17 Settembre 2026
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Arte e salute, il protocollo apre alla prescrizione culturale

Salute e Cultura avviano un percorso comune per valutare scientificamente gli effetti delle attività artistiche e arrivare, in prospettiva, a inserire la fruizione culturale tra le possibili prescrizioni sociali

Di Redazione
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Visitare un museo, partecipare a una o dedicarsi con regolarità alle culturali potrebbe diventare, in futuro, parte di un percorso indicato dal medico. È questa la prospettiva al centro del protocollo sottoscritto dal ministero della Salute e dal ministero della Cultura, presentato alla Sala Stampa Estera.

L’intesa nasce dalle numerose ricerche che negli ultimi anni hanno analizzato il rapporto tra partecipazione culturale e . Secondo diversi studi, frequentare con continuità musei, mostre e altri luoghi della cultura può associarsi a benefici sulla salute, in particolare tra le persone anziane. Il nuovo punta quindi a rafforzare la ricerca scientifica e a raccogliere ulteriori evidenze prima di arrivare a un eventuale modello di prescrizione.

Gli studi sul rapporto tra arte e benessere

A illustrare il progetto è stata la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha richiamato i risultati di diverse ricerche internazionali. “Abbiamo iniziato ad analizzare dati che venivano da diversi studi internazionali che mostrano un abbattimento di ricoveri e visite mediche per chi almeno una volta a settimana fruisce di arte”, ha spiegato.

La frequentazione di musei, mostre e altri spazi culturali può inoltre favorire comportamenti che incidono indirettamente sul benessere. Uscire di casa, camminare, incontrare altre persone e partecipare ad attività condivise rappresentano infatti occasioni di movimento e socializzazione.

Un recente studio ha inoltre collegato la fruizione di attività artistiche a una riduzione di circa il 4% del rischio associato all’ biologico. Altre ricerche hanno invece individuato un’associazione tra la partecipazione ad attività culturali e una diminuzione dei livelli di cortisolo, l’ormone coinvolto nella risposta dell’organismo allo stress.

Un milione di euro per le nuove sperimentazioni

Il protocollo prevede ora la costituzione di un comitato scientifico composto da sei rappresentanti, tre indicati dal ministero della Cultura e tre dal ministero della Salute. Il gruppo avrà il compito di accompagnare il percorso di ricerca e valutare le evidenze necessarie per eventuali sviluppi futuri.

Per sostenere le sperimentazioni è già disponibile un fondo da un milione di euro, stanziato con la precedente legge di bilancio. Le risorse serviranno a finanziare progetti capaci di produrre nuovi dati sugli effetti della partecipazione culturale e di fornire una base scientifica più solida alle decisioni successive.

“Stiamo per istituire un comitato scientifico, con tre rappresentanti del ministero della Cultura e tre del ministero della Salute. È stato stanziato già nella precedente legge di bilancio un milione di euro come fondo per supportare sperimentazioni importanti, che possano offrire ulteriori basi scientifiche”, ha dichiarato Lucia Borgonzoni.

Dalla cultura alle possibili prescrizioni sociali

L’obiettivo indicato dal protocollo guarda anche all’esperienza già maturata nell’ambito dello sport. La prospettiva consiste nel verificare se, una volta raccolte sufficienti evidenze scientifiche, alcune attività culturali possano entrare nei percorsi di prevenzione e di cura attraverso forme di prescrizione sociale.

Il concetto rappresenta un nell’approccio alla salute, perché considera anche le attività sociali e culturali come possibili strumenti complementari all’interno dei percorsi dedicati al benessere della persona. L’eventuale prescrizione di attività culturali resta però un obiettivo prospettico e richiederà ulteriori sperimentazioni e valutazioni scientifiche.

“Anche se oggi è normale dire che la Cultura faccia bene alla salute, parlare di prescrizioni sociali non è scontato”, ha concluso Lucia Borgonzoni.

L’arte arriva anche dentro gli ospedali

Il percorso verso una maggiore integrazione tra cultura e salute coinvolge anche le strutture ospedaliere. In questo ambito, CoopCulture e l’Ospedale Gemelli – Isola Tiberina hanno sottoscritto un protocollo con l’obiettivo di inserire l’esperienza culturale all’interno dei percorsi terapeutici dei .

L’iniziativa parte dall’idea che l’ sanitaria debba considerare la persona nella sua complessità, senza limitarsi alla malattia. L’arte può quindi diventare uno degli strumenti attraverso cui accompagnare il durante il percorso ospedaliero.

“Portare l’arte in ospedale significa riconoscere che il paziente non è solo una patologia, ma una persona”, ha affermato Vincenzo Valentini, del Dipartimento di Oncologia dell’ospedale.

Il doppio percorso, quello istituzionale tra ministero della Salute e ministero della Cultura e quello sviluppato tra CoopCulture e Ospedale Gemelli – Isola Tiberina, punta dunque a esplorare il rapporto tra esperienza culturale, prevenzione e benessere. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare le osservazioni emerse dagli studi in evidenze scientifiche sufficientemente solide per valutare un possibile utilizzo della cultura anche all’interno dei percorsi sanitari.

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