giovedì 17 Settembre 2026

Stangata carburanti: gasolio oltre i 2,3 euro in autostrada, ma il governo cancella gli sconti sulle accise

I dati del Mimit certificano una fiammata senza sosta nei prezzi della benzina e del diesel, con quest'ultimo che in autostrada sfonda quota 2,34 euro al litro. E Palazzo Chigi riduce fino ad azzerare gli incentivi sulle accise

Di Redazione
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Non si arresta la spirale dei rincari sulla rete distributiva nazionale. Gli ultimi rilievi forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy certificano una crescita costante dei costi alla pompa: il prezzo medio del gasolio in modalità self-service raggiunge i 2,266 al litro sulla viabilità ordinaria, mentre la benzina si attesta a 2,143 euro. La situazione assume contorni drammatici lungo le arterie autostradali, dove il diesel tocca il picco di 2,346 euro al litro e la “verde” schizza a 2,236 euro. Cifre che pesano come un macigno sulle tasche di famiglie e imprese di autotrasporto.

Il governo taglia gli sconti e la si paralizza

A fronte di questa impennata, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha scelto di invertire la rotta sugli aiuti. Le misure di supporto generalizzate vengono progressivamente smantellate: la riduzione delle sul gasolio scenderà a 12,2 centesimi la prossima settimana, per poi essere dimezzata ad ottobre ed estinguersi del tutto. Contestualmente, gli annunciati “interventi mirati” per le fasce deboli restano bloccati dal braccio di ferro alla coalizione di centrodestra: la Lega chiede di includere le partite Iva, Forza Italia spinge per i pensionati, mentre Fratelli d’Italia frena.

L’ certifica l’inflazione, l’ira dei consumatori

Lo stop tagli fiscali coincide con i dati Istat che mostrano l’inflazione in rialzo al 3,3%, spinta proprio dalle fatture energetiche. Nonostante le critiche, la premier ha difeso la linea, spiegando che insistere su sussidi a non rappresenta una sostenibile a medio termine dopo i 2,5 già impiegati. L’azzeramento del bollo auto per il 2027 viene letto dalle opposizioni e dalle associazioni dei consumatori come un diversivo propagandistico. Il dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha sollecitato un intervento diretto sulla tassazione dei carburanti anziché su imposte di possesso che non calcolano l’effettivo utilizzo del veicolo.

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