giovedì 17 Settembre 2026
La premier Giorgia Meloni, Roma, 25 maggio 2024. ANSA/ UFFICIO STAMPA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO/ FILIPPO ATTILI

«Telemeloni» per sempre: la destra vuole blindare la Rai anche se perde le elezioni

Il centrodestra accelera sulla riforma della tv di Stato e inserisce l'allungamento del mandato del Cda da tre a quattro anni. Un blitz calcolato per ipotecare la governance di Viale Mazzini fino al 2031 e impedire al centrosinistra di toccare palla nella prossima legislatura. Intanto La Russa minaccia nomine d'ufficio in Vigilanza e scatena l'ira delle opposizioni

Di Redazione
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A pochi mesi dalla scadenza naturale della legislatura, la maggioranza mette a punto la mossa del cavallo per assicurare a “Telemeloni” una ben più lunga di quella del governo in carica. La road map fissa l’approvazione finale della riforma della pubblica entro la fine dell’anno tra Senato e Camera. La vera chiave di volta del provvedimento è l’estensione della durata del Cda da a quattro anni: insediando il nuovo vertice all’inizio del 2027, la si garantirebbe il controllo assoluto di , dell’amministratore delegato e dei direttori di testata per quasi tutta la futura legislatura, rendendo l’informazione del servizio pubblico intoccabile anche in caso di vittoria dei progressisti.

L’ di La Russa: «Senza nomi, le nomine in Vigilanza le faccio io»

Il piano di occupazione a lungo termine si intreccia con lo stallo della Commissione bicamerale di Vigilanza, da mesi svuotata dalle in blocco delle minoranze. Di fronte al muro dell’opposizione, il del Senato Ignazio La Russa lancia un avviso ultimativo: se entro martedì i gruppi d’opposizione non indicheranno i propri commissari, il giorno successivo provvederà d’ufficio a nominarli motu proprio. Una mossa bollata come «un’ennesima forzatura istituzionale» da , M5S, AVS e Iv, pronte a scatenare la guerriglia parlamentare e a ripetere l’uscita dalla Commissione.

Il cortocircuito interno e le manovre sulle poltrone

Sullo sfondo rimane il legato alla presidenza di Simona Agnes e alla gestione operativa dell’azienda. Con la Vigilanza bloccata che impedisce la ratifica del vertice e lo scontro tra Forza Italia e Lega sull’assegnazione della direzione generale — pretesa dal Carroccio —, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi si appresta ad assumere l’interim della DG dopo l’addio di Roberto Sergio. Una soluzione di passaggio per traghettare Viale Mazzini verso la riforma che farà decadere il board attuale per far nascere quello nuovo: comunque vada, blindato a trazione meloniana.

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