In un nuovo intervento alla Casa Bianca, Donald Trump torna a difendere il proprio approccio diplomatico con la Corea del Nord, rivendicando un legame privilegiato con Kim Jong Un per ridimensionare i timori sulla corsa agli armamenti di Pyongyang. Rispondendo alle domande dei giornalisti sul doppio standard applicato tra il programma nucleare iraniano e quello nordcoreano, il presidente americano ha spiegato senza mezzi termini la sua visione: «Finché ci sarò io, starà buono. Sapete perché? Perché mi rispetta e gli piaccio». Trump ha riconosciuto la consistenza militare dell’avversario asiatico, imputando il consolidamento dell’atomica alle condotte dei precedenti inquilini dell’Ovale: «Ha una capacità nucleare, una grande capacità nucleare, piuttosto grande, non come la nostra, ma ha una capacità nucleare. Questo avrebbe potuto essere fermato, ma avevano presidenti che non erano Trump e non l’hanno fermato».
La difesa dell’amicizia con Kim e le polemiche a Washington
Il tycoon ha voluto rimarcare la dimensione personale della geopolitica d’oltreoceano, definendo il dittatore nordcoreano «un mio amico» e respingendo le critiche degli osservatori internazionali. «Gli piace Trump. Non gli piacciono molte altre persone. Sono praticamente l’unica persona al mondo che gli piace e a me piace lui. Ricevo molte critiche quando lo dico. La gente dice che è terribile», ha incalzato il presidente dagli studi della residenza presidenziale. La narrazione del capo della Casa Bianca punta a dimostrare l’efficacia del proprio metodo d’ingaggio diretto rispetto alle sanzioni tradizionali, ponendo le basi per un rilancio del dialogo tra le due potenze.
Verso un quarto vertice atomico prima della fine dell’anno
Le esternazioni di Trump alimentano le indiscrezioni su un imminente faccia a faccia con Kim Jong Un prima della fine dell’anno. Gli ambienti diplomatici valutano la possibilità di un summit a margine del vertice Apec previsto a Shenzhen, in Cina, il prossimo novembre. Se confermata, la riunione rappresenterebbe il quarto appuntamento ufficiale tra i due leader dopo i vertici storici di Singapore nel 2018, Hanoi nel 2019 e l’incontro simbolico lungo la Zona demilitarizzata di Panmunjom.
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