mercoledì 28 Ottobre 2026

Caso Fakir, le frasi degli agenti registrate dalle bodycam: “E’ schiattato”, “Ca… me ne frega”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
“Sta respirando?”, “È schiattato ah”, “Ca… me ne frega a me”. Sono alcune delle frasi scambiate dai due intervenuti il 19 luglio scorso al Pilastro a Bologna quando morì , estratte dalla di uno dei due agenti e riportate nella medico legale disposta dalla procura di Bologna. La conversazione poi prosegue con un che dice: “Sto a posto, sto a posto però la prossima volta ti spiego per bene come si fa, perché così ci facciamo male”.  

Al minuto 11:06 del viene data comunicazione del paziente in cardiaco. “Paziente in arresto cardiaco iniziamo la rianimazione” dice uno dei soccorritori. Durante i tentativi di rianimazione poi uno dei due poliziotti conclude: “Se schiatta ci divertiamo”. 

Secondo la relazione conclusiva della consulenza tecnica, Fakir è morto per un’insufficienza respiratoria acuta provocata da tre ‘concause’: lo schiacciamento in posizione prona mentre i due poliziotti lo tenevano a terra, l’assunzione di cocaina e problemi cardiaci. Per questa vicenda ci sono sei persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminare per colposo, due agenti e 4 volontari della Croce Rossa intervenuti sul posto. 

“I consulenti del non sono riusciti ad escludere il ruolo concausale della posizione prona imposta al povero Fakir, il pomeriggio del 19 luglio a Bologna, sulla sua morte”, dice l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Abderrahim Fakir. “Tuttavia il nostro consulente, prof. Vittorio Fineschi, dopo aver preso atto della forte discrasia tra quanto da loro argomentato nella riunione conclusiva tenutasi a Padova e quanto viceversa scritto in consulenza, redigerà una propria relazione che nei prossimi giorni sarà mia cura depositare all Procura della Repubblica di Bologna”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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