mercoledì 28 Ottobre 2026

Marcellusi (UniMi): “Con vaccino antinfluenzale adiuvato risparmiati 134 milioni in 30 anni”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Negli ultimi trent’anni sono state somministrate più di 80 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale adiuvato che hanno consentito di evitare 20mila ospedalizzazioni e di risparmiare 134 milioni di euro grazie alla capacità di prevenire complicanze ed eventi correlati all’influenza”. Lo ha detto Andrea Marcellusi, professore di sanitaria, Dipartimento di Scienze farmaceutiche, università degli Studi di Milano, nel corso dell’evento ‘Influenti- Enduring Innovation in Influenza’, organizzato da Csl Seqirus in occasione del Congresso della Società di igiene, medicina preventiva e pubblica (), che si è appena concluso a . 

Durante il congresso è stato presentato un modello matematico che ha stimato il costo della mancata vaccinazione antinfluenzale in Italia nella popolazione a rischio. “Ogni anno – spiega l’esperto – il raggiungimento dei target di copertura in Italia significherebbe evitare costi e ospedalizzazioni, circa 2mila ricoveri. Si potrebbero risparmiare circa 13 milioni di euro, se il Servizio sanitario nazionale e i servizi sanitari regionali riuscissero ad aumentare la copertura antinfluenzale dal 50% al 75%. Questo target rappresenta un’opportunità di salute, ovviamente per i pazienti e soprattutto per gli anziani, ma è anche la chiave per garantire la sostenibilità del nazionale e la riduzione della spesa”. 

“Oggi le Regioni sono sottoposte a una forte economica sul fronte della sostenibilità – sottolinea Marcellusi – I bisogni di spesa sanitaria stanno crescendo e l’unica vera leva che abbiamo per ridurre questa pressione è la prevenzione. Quella primaria è un intervento altamente efficace, ma è necessario che le Regioni cambino mentalità: non possiamo più considerare la spesa un mero costo, senza tenere in considerazione i ritorni economici che questo intervento sanitario così importante garantisce. L’obiettivo – conclude – è che le Regioni facciano programmazioni a lungo termine per consentire sia una riduzione della spesa nel tempo, sia la sostenibilità dei singoli servizi sanitari regionali”. 

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