mercoledì 4 Novembre 2026

Sostenibilità, Fino (Re Soil): “Cibo sempre più povero se non nutriamo la terra”

Di La Sintesi Online
Condividi:

() – “Il 65% dei suoli è degradato. In Italia non siamo messi meglio: il 47% versa nelle stesse condizioni e la presenza di carbonio organico, fonte vitale che permette alla di rigenerarsi e di garantire il 95% del che arriva sulle nostre tavole, proviene dai suoli. Se non incrementiamo la sostanza organica presente nei suoli, tra un ‘ avremo cibo sempre più povero”. Così Debora Fino, presidente della Fondazione Re Soil, microfoni dell’Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. 

In questo ambito sono quindi importanti pratiche agronomiche corrette. “Come Re Soil – spiega – seguiamo una serie di aziende agricole, le cosiddette Lighthouse Farm, che sperimentano quotidianamente buone pratiche sul suolo, la rotazione delle colture e fertilizzanti rispettosi dell’. Sono un ‘faro’, sempre a porte aperte, dove gli agricoltori o le aziende possono entrare e vedere con i propri occhi che è possibile. È la risposta che è possibile fare un’ moderna, di precisione, rispettosa dell’ambiente e dell’uomo, perché poi alla fine della fiera, se i prodotti che mangiamo, i prodotti di cui ci cibiamo provengono da un suolo sano, saremo sani anche noi”.  

Quanto alla bioeconomia circolare applicata all’agricoltura e alla tutela del suolo, Fino dice: “c’è un dato raccapricciante secondo cui una persona getta in 400 chili di cibo nella spazzatura. La strategia è riuscire a coniugare aspetti di spreco alimentare, in un’ottica di bioeconomia circolare, andando a restituire al suolo i nutrimenti di cui si è impoverito per avere poi dei prodotti più sani”.  

—

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Condividi:

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata