Le urne delle Midterm 2026 non hanno soltanto ridisegnato i rapporti di forza a Washington, ma hanno dato fuoco alle polveri di una guerra civile interna al Partito Repubblicano che promette di dilaniare la destra americana per i prossimi due anni. Il primo a lanciarsi sul campo di battaglia con una mossa da manuale della sopravvivenza politica è il vicepresidente JD Vance. Puntando dritto alla leadership della corrente Magafirst – da sempre allergica agli impigli mediorientali e focalizzata sul disagio economico interno – Vance ha rotto gli indugi puntando l’indice contro la strategia della Casa Bianca.
«La ragione per cui abbiamo perso è la guerra in Iran e la mancanza di attenzione sul carovita», ha tuonato Vance sui social, riprendendo i temi forti che avevano già premiato i democratici a New York con il sindaco Mamdani. Senza attaccare direttamente il presidente ma isolandone le responsabilità, il vicepresidente ha messo il partito di fronte a un bivio morale e strategico: «Il vero motivo della sconfitta è evidente. Se volete sostenere che perdere il Senato sia stato un prezzo accettabile da pagare per questo conflitto, fatelo apertamente. Ma tutti sanno perché abbiamo perso».
Don Jr rompe con il padre, la difesa di Trump e l’avvertimento di DeSantis
Il vero terremoto politico, tuttavia, si consuma all’interno della stessa famiglia del presidente. A saltare sul carro di JD Vance e a condividere l’analisi critica del vicepresidente è stato inaspettatamente proprio il figlio del capo della Casa Bianca, Donald Trump Jr, che ha rilanciato il post del vice dichiarando senza mezzi termini: «Sono d’accordo al 100% con ogni parola». Una presa di posizione clamorosa che certifica il solco generazionale e strategico apertosi nel cuore del movimento.
Dal canto suo, Donald Trump ha provato a smorzare i toni ammettendo che la crisi energetica «ha fatto salire un po’ la benzina nel breve termine», ma rivendicando con orgoglio la bontà della linea dura: «Se dovessi rifarlo, lo rifarei. Nel lungo termine è l’unica soluzione per impedire all’Iran la bomba atomica».
Mentre il segretario di Stato Marco Rubio mantiene un profilo prudente per non bruciarsi in vista del futuro e il presidente uscente della Florida Ron DeSantis rincara la dose avvertendo che la batosta «espone i repubblicani al rischio di estinzione per il prossimo decennio», la polveriera americana è ufficialmente innescata. La resa dei conti per la conquista dell’eredità trumpiana è appena cominciata.

