lunedì 15 Giugno 2026

Navi Usa in fiamme e propaganda, Trump: “L’Iran vince le guerre solo con l’IA”

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Il presidente degli Stati Uniti Donald ha accusato l’Iran di utilizzare l’intelligenza artificiale per diffondere propaganda e disinformazione nel contesto del conflitto in Medio Oriente. In un lungo messaggio pubblicato sul suo social Truth, il tycoon sostiene che Teheran avrebbe creato immagini e video falsi, generati con l’, per mostrare presunti successi militari contro gli Stati Uniti. “L’Iran – si legge – è noto da come un maestro della manipolazione mediatica e delle pubbliche relazioni. Militarmente è inefficace e debole, ma è molto bravo a ‘nutrire’ i Media, molto ricettivi, con informazioni false. Ora anche l’intelligenza artificiale è diventata un’altra arma di disinformazione che l’Iran utilizza molto bene, considerando che viene annientato giorno dopo giorno. 

Tra gli esempi citati dal presidente ci sono presunte “barche kamikaze iraniane che sparano contro varie navi in mare: immagini spettacolari, potenti e feroci, ma queste barche non esistono, è tutta informazione falsa creata per mostrare quanto sia “duro” il loro esercito già sconfitto”. 

Il presidente ha alcune notizie secondo cui attacchi iraniani avrebbero danneggiato cinque aerei cisterna statunitensi. Trump sostiene che gli aerei sono in gran parte ancora operativi e che le notizie che parlavano di gravi danni sarebbero state esagerate o manipolate. In un video persino la statunitense USS Abraham Lincoln (CVN‑72) che “brucia incontrollata nell’oceano”. “Non solo non stava bruciando, ma non è nemmeno stata attaccata”, scrive Trump. 

“Il fatto è che l’Iran viene decimato e le uniche battaglie che ‘vince’ sono quelle che crea tramite l’IA e che vengono distribuite da media corrotti”, afferma. 

La si inserisce in un clima già molto teso tra la Casa Bianca e parte della americana. E Trump si è detto “molto felice di vedere Brendan Carr, presidente della Federal Communications Commission (FCC), esaminare le licenze di alcune di queste organizzazioni ‘giornalistiche’ corrotte e altamente antipatriottiche”. Questa posizione ha però suscitato forti critiche da parte di esponenti di entrambi i partiti, che temono un rischio per la di stampa garantita dal Primo

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