lunedì 28 Settembre 2026
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Pace, lavoro e referendum: scende in piazza No Kings

Dalle reti di solidarietà nate in pandemia alle lotte per i diritti costituzionali: la mobilitazione di oggi alle 15 a Roma raccoglie l'eredità di anni di attivismo territoriale per sfidare i leader di tutto il mondo

Di Redazione
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La protesta nasce contro i re e le loro . Non i monarchi in senso stretto, ma chi decide dall’alto, concentra potere e porta il Paese verso scelte che molti considerano pericolose. Il movimento No Kings rifiuta infatti questa logica e mette al la , la partecipazione e il diritto dei di contare nelle decisioni pubbliche.

L’appuntamento è alle 15 a della Repubblica, con arrivo previsto a piazza San Giovanni. Sono attese migliaia di persone da tutta Italia. Studenti, lavoratori, famiglie, volontari. Un pubblico vario, unito da una stessa idea: fermare la crescita di un potere percepito come distante e difendere spazi di democrazia.

Non è un evento nato dal nulla. La mobilitazione arriva da un percorso lungo. Dentro ci sono le per la pace degli ultimi anni, le reti di costruite durante l’ e il lavoro quotidiano di , sindacati e centri sociali. Un ruolo decisivo lo ha avuto anche nella campagna per il No al referendum costituzionale sulla giustizia, vista da molti come il momento in cui una parte della società ha capito che serviva tornare in strada.

Il cuore della protesta resta la pace. Molti partecipanti collegano le scelte politiche degli ultimi anni all’aumento delle tensioni internazionali e alla corsa agli armamenti. Da qui nasce lo slogan contro i re e le loro guerre, che riassume la paura di un futuro segnato da e sacrifici sociali.

Gli organizzatori parlano di una manifestazione aperta e senza disordini, ma la paura per possibili scontri con la polizia è più che concreta. La piazza vuole farsi ascoltare, non alzare muri. Vuole ricordare che dietro ogni protesta c’è una storia fatta di relazioni, impegno e battaglie condivise. E oggi quella storia torna visibile nelle strade della capitale.

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