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sabato 18 Aprile, 2026
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Donald Trump

Il decreto fiscale e la mancata risposta dell’Iran al piano di pace di Trump. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 28 marzo

In sintesi le principali notizie dall'Italia e dall'estero

Da Laura Laurenzi
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La rassegna stampa del 28 marzo è ridotta a causa dello sciopero nazionale dei giornalisti che hanno protestato contro il mancato rinnovo del contratto nazionale della categoria. In edicola sono presenti solo i giornali del gruppo Angelucci – Il Giornale, Libero e Il Tempo – e Il Manifesto, che è una cooperativa e in quanto tale è interessata solo in parte dalle ragioni dello sciopero.

Il primo Cdm dopo il Referendum sull’emergenza energia

A nemmeno una settimana dal voto, il governo si è riunito in un Consiglio dei ministri dedicato al decreto fiscale. L’obiettivo è quello di smentire le notizie che sono circolate in questi giorni su tasse e bollette e rassicurare la popolazione (Il Giornale). Meloni è apparsa determinata a trovare i fondi necessari a confermare il taglio delle accise su benzina e diesel, in vista dello scadere del decreto varato il 18 marzo che riduce questa imposta di 20 centesimi al litro (Libero). Resta però il pericolo che per attuare queste decisioni il governo debba rinunciare all’obiettivo di mantenere il deficit sotto la soglia del 3% entro il 2026 per poter uscire dalla procedura di infrazione europea (La Verità). Slitta di qualche mese il decreto sui pacchi Ue, con l’obiettivo di lasciare a Bruxelles il peso di gestire la questione, mentre nel decreto fiscale manca la norma sulla Rottamazione, fortemente voluta dalla Lega (Il Manifesto).

Le primarie nel centrosinistra

Si continua a parlare delle primarie nel centrosinistra, con il Pd che sembra ora più timoroso della scelta. Il primo pericolo è quello di alimentare divisioni tra i partiti, il secondo è che Giuseppe Conte abbia la meglio su Elly Schlein. Inoltre, se il centrodestra non proseguisse con la Legge elettorale, le opposizioni non dovrebbero per forza presentare un candidato premier (Libero). A pesare è anche la mancanza di una linea sugli Esteri, che potrebbe rendere il voto interno alla coalizione un’arma a doppio taglio (Il Giornale). La prevalenza di uno tra i due segretari, poi, rischia di mettere a rischio la sopravvivenza della coalizione, al momento troppo fragile per sottoporsi a un voto simile (Il Manifesto).

Trump aspetta la risposta dell’Iran

A un mese dall’inizio della guerra in Iran, gli Usa annunciano che il conflitto potrebbe concludersi tra due settimane. Washington continua ad attendere la risposta iraniana al piano di pace in 15 punti, mentre Teheran specifica di star valutando la proposta, ma di non negoziare direttamente con gli Stati Uniti (Il Giornale). Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha specificato che una risposta dal regime potrebbe arrivare già nelle prossime ore, anche se in Iran proseguono le operazioni militari di Stati Uniti e Israele (Libero).

Sono stati colpiti l’impianto di acqua pesante di Khondab e gli impianti siderurgici nel Kuzestan e nella provincia di Isfahan. L’Iran ha risposto annunciando che le navi dirette verso i porti degli alleati di Usa  e Israele non potranno più transitare attraverso lo Stretto di Hormuz (Il Riformista). Il timore è che nella partita possano entrare gli Houthi, il gruppo yemenita alleato e sostenuto da Teheran, per attaccare le navi e i mercantili nemici che tenteranno di attraversare lo Stretto (Il Foglio).

Leggi anche: Conte favorito nei sondaggi e Schlein tentenna sulle primarie

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