martedì 9 Giugno 2026
Francesco Silvestro. ANSA_Cesare Abbate

Rapporti con un boss e attacchi ai cronisti: chi è Silvestro, il senatore di Forza Italia sotto accusa

La denuncia per violenza sessuale ha acceso i riflettori sul parlamentare azzurro, che nel 2020 la Commissione antimafia aveva inserito nell'elenco degli "impresentabili". Una carriera costellata di vicende controverse

Da Giustino Marai
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La denuncia per violenza sessuale presentata da una rappresentante di vini ha riportato sotto i riflettori Francesco Silvestro, senatore campano di Forza Italia. La sua carriera era già costellata di vicende controverse: dall’accusa di concussione ai rapporti con Girolamo Scafuro, dagli attacchi al giornalista anti-camorra all’inserimento nella lista degli “impresentabili”, fino alla nomina in Commissione antimafia e alla presidenza della Commissione bilaterale per le riforme, l’ascesa di Silvestro è la cartina tornasole di un sistema che non funziona.

Dagli “impresentabili” alla Commissione antimafia

Come ricostruito da Nello Trocchia su Domani, nel 2020 il suo nome era stato inserito dalla Commissione parlamentare antimafia nell’elenco degli “impresentabili” in vista delle elezioni regionali. A pesare era un procedimento per tentata concussione concluso per prescrizione, alla quale Silvestro non aveva rinunciato.
La vicenda non ne fermò l’ascesa. Due anni dopo Forza Italia lo candidò al Senato e lo destinò proprio alla Commissione bicamerale antimafia, l’organismo parlamentare incaricato di indagare sulle organizzazioni criminali e sulle loro infiltrazioni nelle istituzioni.

I rapporti con Scafuro

A riaprire il caso fu la pubblicazione, da parte di Domani, di un passaggio della relazione del 2015 sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Arzano, dove Silvestro aveva ricoperto l’incarico di consigliere comunale del Pdl.
Secondo la relazione, durante gli accertamenti erano emersi “significativi rapporti” tra Silvestro, allora consigliere di maggioranza, e Girolamo Scafuro, persona con precedenti per estorsione e associazione di tipo mafioso, oltre che indagata per estorsione aggravata.
Il senatore ha sempre negato l’esistenza di rapporti con Scafuro, sostenendo che si fosse trattato di incontri occasionali, ma dovette lasciare la Commissione antimafia. Poco male, perché subito dopo ottenne la presidenza della Commissione bicamerale per le riforme.

L’attacco al cronista anti-camorra

Poche settimane fa Silvestro era tornato a parlare dei suoi anni da consigliere comunale ad Arzano durante un intervento nell’Aula del Senato. Lo aveva fatto per attaccare Mimmo Rubio, giornalista impegnato da anni nelle inchieste sulla camorra, al quale era stata da poco, e inspiegabilmente, revocata la scorta. Silvestro in passato aveva anche querelato Rubio per diffamazione, ma il procedimento si è era concluso con l’assoluzione del cronista: “Dispiace per quello che succede”, ha dichiarato in Aula il senatore azzurro, “ma il giornalista Mimmo Rubio non scrive per nessun giornale, non ha mai fatturato per qualsiasi giornale, gode di questo privilegio da diversi anni”.
L’interruzione della misura aveva spinto l’Ordine dei giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e numerose associazioni a mobilitarsi. La Prefettura di Napoli ha ripristinato la scorta pochi giorni dopo.

“Io bello, lei normale”

Ora una donna, una rappresentante di vini, ha accusato Silvestro di averla aggredita nel suo studio parlamentare a San Luigi dei Francesi. “Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale”, ha dichiarato il senatore quando gli è stata chiesta la sua versione dei fatti. Parole irricevibili, che hanno provocato lo sdegno anche tra i colleghi e le colleghe di maggioranza. Una battuta “assolutamente infelice”, ha detto la sua compagna di partito Rita Dalla Chiesa. Per Souad Sbai, responsabile Pari Opportunità della Lega, le parole di Silvestro rappresentano invece “la sintesi di una mentalità che considera la credibilità di una donna vittima di violenza proporzionale all’avvenenza fisica”.
Anche la presunta vittima, ha replicato attraverso Repubblica: “Non pensavo di dover affrontare, dopo la violenza, anche il dileggio”.

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