(Adnkronos) – La Lega Serie A ha scelto. È Giovanni Malagò il candidato alla presidenza della Federcalcio espresso dalla massima serie durante l’Assemblea di Lega di oggi, lunedì 13 aprile, a Milano. Sono 18 le preferenze per l’ex numero uno del Coni e attuale presidente di Fondazione Milano Cortina 2026: i club hanno trovato una quadra dopo la discussione della mattinata nella sede di via Rosellini, contrari solo la Lazio con il presidente Claudio Lotito e il Verona con Italo Zanzi.
Le elezioni federali si terranno il 22 giugno a Roma. I voti non hanno lo stesso peso, ma assumono un valore specifico proporzionale alla rilevanza della componente rappresentata: Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana Allenatori Calcio.
Questo il peso dei voti delle delegazioni: Serie A (20 delegati, peso complessivo del 18%), Serie B (20 delegati, 6%), Lega Pro (57 delegati, 12%), Lnd (99 delegati, 34%), Aic (52 delegati, 20%), Aiac (26 delegati, 10%).
Anche il presidente della Lega Dilettanti, Giancarlo Abete è pronto a correre per la presidenza della Figc. “Candidarmi? Chiederò al consiglio direttivo della Lega Dilettanti e ai delegati di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò dalle società della Lega Serie A, cioè di poter, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi prima in una logica di discussione dei contenuti, per poi vedere quale è il punto di caduta dei nomi”, ha detto a margine della consegna del Premio Bearzot a Coni. “Pensavo sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, leggendo e valutando il documento di Gravina, capendo quali tipi di responsabilità ogni componente avrebbe preso nei confronti della Federazione, per avere un programma condiviso e poi individuare la persona giusta. C’è stata questa accelerazione con l’investitura di Malagò, se l’impostazione è questa noi seguiremo la stessa”, ha aggiunto Abete.
Ma l’attenzione sottolinea il numero uno della Lnd deve essere focalizzata non sui nomi ma sulle cose da fare. “Ho già convocato gli organi direttivi della Lega Dilettanti, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe, perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l’obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso non c’è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale”, ha proseguito Abete.
Su Malagò, Abete commenta: “È stato individuato un candidato di prestigio, dobbiamo parlare prima di programmi che di candidati, non basta una persona per risolvere i problemi del calcio italiano. La Lega di A merita il massimo rispetto, è giusto che faccia le proprie scelte ma il mondo del calcio è fatto anche da chi rappresenta la base e le politiche di sviluppo dell’attività giovanile ed è giusto che si sia un ruolo anche per loro”. “Ogni tanto – ha aggiunto – ritorna questa cantilena sul peso delle componenti, vorrei ricordare che, tra i 5 grandi Paesi europei, l’Italia è quella nella quale la rappresentanza della Lnd è la più bassa. Le tre leghe professionistiche hanno una percentuale maggiore della Lega Dilettanti. Se pensiamo che i nomi superino i problemi viviamo in un mondo che non è quello del calcio”.
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