giovedì 13 Agosto 2026

La roadmap green dell’industria del vetro, dai consumi idrici alle rinnovabili

Di La Sintesi Online
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() – L’ italiana del vetro prosegue il suo percorso di trasparenza e sostenibilità: il fatturato, nel 2024, è stato di oltre 3,8 miliardi di euro; il rapporto costi/ricavi è migliorato attestandosi all’88,2%; gli investimenti per ambiente e sicurezza hanno raggiunto i 30 milioni. Migliorano le performance in economia circolare; si dimezzano, dal 2016, i consumi idrici; resta alto l’uso efficiente delle risorse naturali; sostanzialmente stabili nel breve periodo, ma in calo a lungo termine, le emissioni di CO2; l’energia consumata nel 2024 è per il 37% rinnovabile, solo due anni prima era l’11%. 

Il quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro, l’Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro aderente a Confindustria, presenta un quadro delle prestazioni dell’industria italiana del vetro dal punto di vista sociale, economico e ambientale nei due anni 2023-2024. Per la sua rendicontazione ha esaminato 14 aziende associate, 11 produttrici di vetro cavo e 3 di vetro piano che rappresentano, nel loro complesso, l’80% circa della presenza industriale installata in Italia. 

“Questo Rapporto dimostra – ha detto Marco Ravasi, presidente di Assovetro – che, nonostante il contesto difficile, le imprese del vetro continuano a percorrere la via di una produzione sempre più sostenibile, investendo in ricerca e sviluppo e adottando soluzioni per ridurre l’impatto ambientale. Come industria siamo fermi nel nostro impegno a perseguire la transizione ecologica ma è necessario il supporto delle istituzioni e della per vincere una che potrà cambiare il modo di fare industria in Italia”. 

Nel biennio 2023-2024, la produzione di vetro ha registrato un rallentamento attestandosi sui 5 milioni di tonnellate a causa del calo dei consumi dovuti all’inflazione e alle internazionali. Stando al report, nella dinamica dei costi di produzione emergono le spese per l’energia che hanno inciso per il 22,12% nel 2023 e il 18,9 nel 2024 (nel 2022 erano arrivate a quasi il 29% con picchi del 56%), con ricadute negative sulla competitività. Il fatturato di 3,82 miliardi è realizzato prevalentemente in Italia (73,7% nel 2024). Gli investimenti sostenuti per impianti di produzione e per innovazione, che sono fra i principali indicatori della propensione all’aggiornamento tecnologico dell’industria del vetro, nel 2024, sono stati di oltre 270 milioni di euro (circa il 9% del fatturato), la somma più alta dal 2016, ad eccezione di un picco nel 2018. 

“La produzione di vetro è un’attività energivora in quanto, per essere fuso e plasmato, il vetro deve raggiungere alte temperature. Il di energia rappresenta quindi un indicatore chiave per il settore – sotto il duplice profilo economico e ambientale – sia in termini di consumi assoluti, che di efficienza energetica e di utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili”, spiega Assovetro. Nel biennio considerato i consumi energetici, soprattutto gas (65%) sono leggermente diminuiti anche a causa del calo della produzione e l’indicatore di prestazione energetica è rimasto costante tra il 2016 e il 2024, pari a 0,18 Tep / ton di vetro fuso. Il dato che emerge nel 2024 è la delle rinnovabili, arrivate al 37%: il dato è dovuto ad un aumento delle aziende che utilizzano energia non da fonti fossili e da un’ al 100% rinnovabile. 

Le emissioni di CO2 (che derivano principalmente dal processo di fusione ad alta temperatura) prodotte per tonnellata di vetro fuso, hanno avuto un andamento in leggero aumento rispetto al , ma in forte calo rispetto al biennio 2019-2020 (sono diminuite di circa il 70% rispetto a 40 anni fa). Sono diminuite anche del 36,5% rispetto al 2016 le emissioni di ossido di azoto e del 42,9% quelle dell’ossido di zolfo. I consumi idrici si sono ridotti significativamente, grazie all’adozione di tecniche e sistemi mirati: i consumi idrici per tonnellata di vetro fuso sono passati dai 2,16 m3/ton del 2016 a 1,18 m3/ton del 2024. 

Fronte economia circolare, nel 2024 cresce la raccolta differenziata arrivata al 91% e gli imballaggi in vetro avviati al riciclo sono aumentati del 2,8% con un tasso di riciclo dell’80,3%. Nel 2024 le vetrerie hanno utilizzato in media il 57% di vetro riciclato risparmiando materie prime, energia e CO2. Le certificazioni ambientali, un indicatore chiave dell’attenzione verso l’ambiente, crescono in termini di siti certificati, + 51 dal 2016. 

A fine 2024 le aziende italiane del vetro cavo e del vetro piano impiegavano, complessivamente, 11.031 addetti, un numero quasi del tutto invariato dal 2016. Sotto il profilo contrattuale, i due comparti si caratterizzano per la netta prevalenza di forme contrattuali stabili (91,5%). I contratti integrativi prevedono per la maggior parte servizi di welfare (73,7%), l’erogazione di premi variabili collettivi.  

L’industria del vetro sta cercando di colmare il gender gap. L’ femminile è più nutrita tra impiegate (25,8%) e quadri (24,4%). La posizione apicale di dirigente vede una percentuale femminile del 15,5%. Le ore di formazione nel 2024 sono state complessivamente 174.735 con il 31,4% di ore di formazione obbligatoria in materia di ambiente, salute e sicurezza del lavoro. 

sostenibilita

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