lunedì 15 Giugno 2026

Sanità: la rilevazione, cala fiducia in Ssn e pesano di più le liste d’attesa

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – ll è oggi chiamato a evolvere per rispondere a criticità ormai strutturali, ma anche a cogliere le opportunità offerte da prevenzione, innovazione e nuovi modelli assistenziali. E’ questo il tema al centro della terza edizione del ‘Q&A Forum di Adnkronos’, oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma, che ha riunito istituzioni, esperti e stakeholder del settore per un confronto sulle prospettive di riforma del sistema, dall’innovazione farmaceutica all’integrazione tra e privato. Tra i partecipanti il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. Liste d’attesa, carenza di personale e risorse limitate continuano a rappresentare i principali nodi della sanità italiana. In questo scenario, il rafforzamento della prevenzione, una gestione più efficace delle cronicità e il ritorno alla centralità del paziente si configurano come elementi chiave per garantire e qualità dell’assistenza. 

A delineare il rapporto tra cittadini e sistema sanitario è la rilevazione Adnkronos 2026, condotta tra fine febbraio e inizio aprile su oltre 6.300 utenti. I dati restituiscono un quadro articolato: da un lato cresce l’attenzione verso salute e prevenzione, dall’altro persistono difficoltà nell’accesso alle cure. Il livello di fiducia nel Servizio sanitario nazionale si mantiene significativo, con il 58% degli intervistati che dichiara di avere fiducia nel sistema pubblico, ma nel confronto con la stessa rilevazione dello scorso anno questo dato scende (dal 65% al 58%), salendo di conseguenza chi si dice sfiduciato (dal 35% al 42%). Il 61% si considera adeguatamente informato sulle opzioni di cura, tra pubblico e privato. Resta tuttavia un’area non trascurabile di fragilità informativa: circa 4 cittadini su 10 si dichiarano poco o per nulla informati. Il dato più critico riguarda l’accesso alle prestazioni, con il 70% degli intervistati che afferma di aver rinunciato almeno una volta a esami o cure a causa delle lunghe liste d’attesa: un dato in crescita rispetto al 62% dello scorso anno. Una pressione che spinge sempre più cittadini verso il privato: il 45% dichiara di avervi fatto ricorso nell’ultimo anno. Nonostante ciò, il ricorso a strumenti integrativi resta limitato, con solo il 29% che dispone di un’assicurazione sanitaria.  

“Le liste d’attesa sono oggi il problema più grave percepito dai cittadini e non possiamo più permetterci ritardi: è su questo fronte che si gioca la credibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo abbiamo già avviato interventi concreti e rafforzato il confronto con le , nella consapevolezza che serve una piena collaborazione istituzionale per ridurre davvero i tempi. Un passaggio chiave sarà la pubblicazione, già dal prossimo mese, dei dati Agenas Regione per Regione, che garantiranno finalmente trasparenza e ci permetteranno di intervenire in modo puntuale dove ci sono maggiori criticità. Parallelamente, stiamo portando avanti con decisione la riforma della territoriale: è una sfida decisiva, che riguarda l’equità e l’efficienza del sistema”, ha sottolineato il ministro Schillaci. 

I sul territorio e la sfida dell’approvvigionamento dei farmaci sono tra i temi prioritari in questa fase: “La farmacia dei servizi costituisce un presidio sanitario di prossimità strategico per il Servizio sanitario nazionale, in particolare nei territori più interni e fragili del Paese. La stabilizzazione di questo modello, sostenuta con un finanziamento dedicato di 50 milioni di euro, consente di migliorare l’accessibilità alle cure, soprattutto per e soggetti più vulnerabili. Sul fronte delle carenze, stiamo rafforzando gli strumenti normativi per favorire la produzione nazionale di farmaci e principi attivi e monitorare tempestivamente eventuali criticità, a tutela della continuità terapeutica. Parallelamente, investiamo nella digitalizzazione e nell’integrazione dei dati sanitari, leve fondamentali per l’assistenza e la ricerca”, ha spiegato il sottosegretario Gemmato.  

Accanto alle criticità emerge una crescente apertura verso l’innovazione: si rafforza la consapevolezza del ruolo che il digitale può svolgere nel migliorare l’efficienza e l’accessibilità del sistema sanitario, indicando una direzione chiara per le politiche future. “Oggi le priorità sono chiare: sostenere l’innovazione con strumenti nuovi e superare definitivamente un meccanismo di payback che, con 2,3 miliardi di euro, è ormai insostenibile e rischia di compromettere la capacità del Paese di attrarre investimenti. Il Governo ha dato un segnale importante intervenendo nella , ma ora serve un passo strutturale nel Testo unico, fondato su semplificazione, certezza delle regole, uso dei dati e misurazione degli esiti di salute. In questo contesto va affrontato con decisione anche il tema della Most Favoured Nation, che non è transitorio e richiede una risposta coordinata e di alto livello. Serve garantire equità, tempi certi e accesso omogeneo all’innovazione, nell’interesse dei cittadini, del servizio sanitario e di un’industria strategica per l’Italia e per l’”, ha osservato il presidente di Farmindustria Cattani. 

“Accompagnare i cittadini nella comprensione delle trasformazioni della sanità è oggi una priorità. Il Q&A Forum Salute nasce con l’obiettivo di offrire contenuti autorevoli e basati sui dati, favorendo un confronto trasparente tra istituzioni, imprese e società civile. Solo attraverso un dialogo informato è possibile capire le criticità e costruire un sistema sanitario più equo, efficiente e sostenibile”, ha dichiarato Davide Desario, direttore Adnkronos. 

salute

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