lunedì 15 Giugno 2026

Allergie, non solo pollini nemici degli occhi: l’inquinamento aumenta fino a 9 volte il rischio di congiuntivite

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Non sono solo i pollini a mettere in difficoltà gli occhi in primavera. A incidere sempre di più – determinando e aggravando i sintomi – possono essere anche l’ atmosferico, la qualità dell’aria negli ambienti chiusi e altri tipi di esposizioni quotidiane. E’ quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata di recente sulla rivista ‘Life’, secondo cui i fattori ambientali hanno un ruolo importante nell’insorgenza e nel peggioramento della congiuntivite allergica. A invitare a non sottovalutare i sintomi oculari legati ad allergie e sostanze inquinanti sono gli specialisti dell’Associazione italiana medici oculisti (Aimo), ai quali stanno arrivando sempre più segnalazioni di pazienti che riferiscono sintomi oculari più intensi, persistenti e difficili da controllare rispetto al passato. Ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare, evidenziano gli che hanno messo a punto 5 consigli ad hoc.  

La revisione ha incluso 29 studi su oltre 3 milioni di visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, riferisce l’Aimo. Tra gli agenti più spesso associati a un aumento dell’incidenza e della severità dei sintomi compaiono particolato atmosferico, ossidi di azoto e ozono, mentre pollini e inquinanti sembrano agire spesso in modo sinergico, aumentando il carico infiammatorio sulla superficie oculare. In particolare, l’ozono ha provocato un aumento dell’8% delle visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, mentre l’esposizione alle polveri sottili (Pm2.5) è associato a un rischio fino a 9 volte maggiore di congiuntivite allergica. “Negli ultimi anni il numero di studi che valutano gli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico sull’occhio è aumentato. L’inquinamento può non solo aggravare sintomi oculari già presenti, ma anche causare nuove malattie oculari”, spiega Alessandra Balestrazzi, presidente Aimo. “Il disturbo oculare più comune legato all’inquinamento atmosferico è l’irritazione o l’infiammazione della congiuntiva, ma molto frequente è anche il cosiddetto occhio secco”, sottolinea.  

“L’inquinamento atmosferico è composto da gas e particelle, come ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato, prodotti soprattutto dal traffico e dalle attività industriali”, ricorda la specialista. Ma anche il di tabacco, evidenzia, “influisce sulla superficie oculare, causando sintomi come prurito, arrossamento e irritazione degli occhi e disturbi come cherato-congiuntivite allergica. Non fanno eccezione gli altri dispositivi elettronici: anche aldeidi e radicali liberi rilasciati dalle sigarette elettroniche, infatti, possono alterare la stabilità del film lacrimale e causare alterazioni infiammatorie delle cellule epiteliali corneali”. In altre parole, nella gestione degli occhi allergici non basta più guardare al calendario dei pollini: anche l’ in cui viviamo e lavoriamo può influenzare in modo significativo la salute della superficie oculare, ammonisce l’Aimo. Nel pieno della stagione pollinica, gli esperti avvertono: “Gli occhi allergici non vanno banalizzati”. Una lettura più aggiornata del problema, che tenga conto anche dell’effetto combinato tra pollini e ambiente, può aiutare a migliorare , diagnosi e gestione clinica dei sintomi. 

“I sintomi allergici oculari più sono rossore, gonfiore e prurito, ma anche bruciore, lacrimazione e fastidio alla luce. A volte si associano disturbi nasali, cefalea, bruciore alla gola e tosse”, descrive Balestrazzi. “E’ importante rivolgersi all’oculista per una diagnosi corretta e una appropriata – raccomanda – evitando il ricorso indiscriminato a colliri antibiotici o cortisonici. Un’attenzione particolare va riservata ai portatori di lenti a contatto e ai bambini, che possono presentare forme anche severe con danni che possono protrarsi nel tempo favorendo lo sviluppo di patologie corneali vere e proprie”. 

Il tema è rilevante anche in , precisa l’Aimo. La revisione scientifica, infatti, richiama uno nazionale su 3.545 pazienti con allergia oculare. Inoltre, riportati in letteratura indicano che la rinocongiuntivite allergica riguarda il 6,5% dei bambini di 6-7 anni e il 15,5% degli adolescenti di 13-14 anni. 

“Proteggere gli occhi in primavera non significa solo trattare il sintomo, ma anche ridurre l’esposizione ai fattori che possono alimentarlo. Per questo servono informazione corretta, diagnosi precisa e consigli personalizzati”, conclude Balestrazzi, introducendo i 5 consigli degli oculisti Aimo per trovare sollievo e prevenire i sintomi. Eccoli: 1) Non strofinare gli occhi: peggiora irritazione e infiammazione; 2) Usare occhiali da sole avvolgenti all’aperto: aiutano a ridurre il contatto con pollini e vento; 3) Monitorare online o tramite le previsioni meteo locali la situazione dei pollini e passare meno tempo all’aperto quando c’è molto polline; 4) Portare con sé colliri a base di sostituti lacrimali che abbiano all’interno anche sostanze anti- infiammatorie o colliri antistaminici da utilizzare in caso di necessità; 5) Evitare il fai-da-te con colliri e rimedi improvvisati: se i sintomi persistono o peggiorano, è importante una valutazione specialistica. 

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