giovedì 13 Agosto 2026
Borse seguono Trump ph Ansa

Petrolio e gas tornano a correre. In Europa crollano le Borse

Sui prezzi del greggio pesano le tensioni tra Usa e Iran. Giù i comparti dell'auto e delle compagnie aeree. L'Ue valuta una via alternativa allo Stretto per trasportare il carburante

Di Laura Laurenzi
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L’incertezza sui negoziati tra Iran e Stati Uniti e la mancata riapertura dello di Hormuz non aiutano i mercati globali. I del petrolio sono tornati a salire, recuperando le perdite delle pressioni. I futures a giugno del al momento vedono un rialzo a 95,3 dollari (+5,4%) mentre il Wti di maggio segna +6,2% a 87,7 dollari. Un rialzo arrivato subito dopo l’annuncio del presidente , Donald Trump, riguardante l’intervento della marina militare statunitense nel Golfo dell’Oman che ha portato al sequestro di una nave mercantile iraniana nello Stretto.

Di fronte a questa incertezza, le Borse hanno risposto con un certo scetticismo. I mercati europei hanno aperto in . In flessione Francoforte (-1,6%), Madrid (-1,2%), Parigi (-1,1%) e Londra (-0,6%). Appesantiti anche i comparti delle auto (-2,2%) e del lusso (-2%). Ad avere la peggio sono le compagnie aeree, il cui settore non solo guarda ai prezzi del petrolio, ma anche ai tempi di apertura di Hormuz. Attraverso lo Stretto passano infatti importanti quantità di cherosene, il combustibile utilizzato dagli aerei. Per questo registrano un calo Ryanair (-3,6%), Lufthansa (-3,6%), Air France (-3,2%) ed (-3,2%).

L’Ue valuta percorsi alternativi per il petrolio

La complessa situazione geopolitica ha spinto Confindustria a rilasciare una nota. “L’impatto dello shock energetico già si legge in molti dati sull’economia italiana: cade la fiducia delle famiglie, anticipando una frenata dei consumi”, ha avvertito, ponendo l’attenzione sulla situazione emergenziale. Secondo l’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese, il 19 aprile è stato il decimo giorno consecutivo di riduzione dei prezzi medi. Il però continua a superare i due euro al litro, provocando una di aumenti generalizzati.

Una situazione che si estende anche ad altri Paesi europei. L’Ue sta quindi valutando opzioni alternative per gli approvvigionamenti del petrolio. Il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), Fatih Birol, ha spiegato che la creazione di un gasdotto tra giacimenti petroliferi iracheni di Bassora e il terminale petrolifero turco di Ceyhan potrebbe essere “molto importante sia per l’Iraq che per la Turchia, ma anche per la sicurezza degli approvvigionamenti regionali, soprattutto dal punto di vista europeo”.

In questo modo sarebbe possibile bypassare lo Stretto di Hormuz, eliminando buona parte delle incertezze riguardanti i in una zona ormai divenuta “calda”. Un passaggio sicuro e strategico che aiuterebbe l’Europa a superare questo momento di crisi.

Leggi anche: L’America sequestra una nave iraniana. Teheran: “Ci vendicheremo”

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