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domenica 26 Aprile, 2026
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Libri, cultura e siti archeologici ph web

Il fascino intramontabile dei siti archeologici nazionali

L'impatto del turismo internazionale e delle nuove abitudini di consumo sul futuro dei beni archeologici nazionali

Da Davide Cannata
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L’economia della cultura in Italia sta vivendo una fase di profondo cambiamento strutturale. Secondo la quarta pubblicazione di StorieDiDati, intitolata “Tra cultura e svago: un viaggio lungo un secolo”, il quadro nazionale evidenzia un dinamismo inatteso. Il dato più significativo riguarda l’aumento straordinario delle visite a musei e siti archeologici, passate dai 2,8 milioni del secolo scorso ai quasi 61 milioni registrati nel 2024. Questo balzo è stato favorito dall’ampliamento dell’offerta statale, cresciuta da 110 a 453 istituti, e sostenuto da una forte presenza di visitatori stranieri, che oggi rappresentano il 51,5% degli ingressi totali.

Il cinema tra tradizione e cambiamento

Il settore cinematografico continua a dimostrare una certa capacità di tenuta, pur avendo perso il ruolo dominante che aveva prima dell’arrivo della televisione negli anni Sessanta e dello streaming negli ultimi anni. Andare al cinema almeno una volta l’anno resta comunque l’attività culturale fuori casa più diffusa tra gli italiani, con una partecipazione salita dal 40,7% del 1993 al 48,2% attuale. Si registra però una diminuzione degli spettatori più assidui, scesi dal 19,8% al 15,2%, mentre a livello europeo l’Italia si colloca al dodicesimo posto per frequentazione delle sale. Come evidenziato nel report Istat, “andare al cinema almeno una volta l’anno resta la forma di fruizione culturale fuori casa più diffusa tra la popolazione dei giovanissimi”.

Libri, spettacoli e nuove abitudini culturali

Il mercato editoriale italiano rimane fortemente ancorato alla tradizione: circa 7 lettori su 10 scelgono esclusivamente il libro cartaceo. Nonostante la crescita degli e-book, che rappresentano l’11,1% dei consumi, e degli audiolibri fermi al 2,5%, la carta continua a prevalere in tutte le fasce d’età. La quota di lettori è cresciuta dal 16,6% del 1965 fino al 46,5% del 2010, per poi stabilizzarsi attorno al 40%, con una netta prevalenza femminile. I giovani tra gli 11 e i 14 anni guidano la classifica con il 58,2%, anche se l’Italia resta terz’ultima nell’Unione Europea, con un divario di 26 punti percentuali rispetto alla Francia. Parallelamente si osserva una ripresa dello spettacolo dal vivo, che supera gli 800 biglietti venduti ogni 1000 abitanti: teatro e concerti mostrano segnali di recupero dopo il crollo del 2020-2021, pur mantenendo un posizionamento europeo basso, al ventunesimo posto. Nel complesso, la spesa culturale delle famiglie si orienta sempre più verso esperienze legate al patrimonio storico e monumentale, confermando che la valorizzazione archeologica rappresenta oggi il principale motore della rinascita culturale italiana.

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