(Adnkronos) – L’ultima spedizione del progetto europeo “Beyond EPICA – Oldest Ice” si è svolta presso il sito di Little Dome C, a circa 3.200 metri di altitudine. Una collaborazione internazionale coordinata dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP) ha ultimato il prelievo di una carota di ghiaccio lunga 2,8 chilometri che rappresenta l’archivio continuo più esteso mai recuperato, capace di fornire dati sull’atmosfera e sul clima terrestre degli ultimi 1,2 milioni di anni.
L’operazione ha richiesto soluzioni tecniche complesse, tra cui la deviazione del foro di perforazione principale a oltre due chilometri di profondità. Questa manovra è stata progettata per raddoppiare i campioni relativi alla “Transizione del Pleistocene Medio”, un’epoca in cui la frequenza delle ere glaciali è mutata drasticamente, passando da cicli di 40.000 a 100.000 anni. Le cause di questo fenomeno sono tuttora oggetto di indagine e i dati estratti potrebbero fornire risposte cruciali sulla sensibilità del sistema climatico.
Inoltre, il team ha recuperato frammenti del substrato roccioso sepolto. L’analisi di questi materiali permetterà di determinare con precisione l’età della calotta glaciale, stabilendo quando la roccia è stata esposta alla luce per l’ultima volta prima di essere sommersa dal ghiaccio.
I campioni prelevati sono attualmente in fase di analisi presso quattordici laboratori d’eccellenza distribuiti in dieci Paesi europei. Ogni centro di ricerca è specializzato in analisi specifiche per ricostruire il quadro ambientale passato:
Analisi delle impurità e polveri: Gestite da CNR-ISP, Università di Firenze e Milano-Bicocca, fondamentali per ricostruire la circolazione atmosferica.
Isotopi del ghiaccio e dei gas: Analizzati da istituti quali l’Università Ca’ Foscari, l’AWI di Bremerhaven e l’Università di Berna per determinare le temperature storiche e la composizione delle bolle d’aria.
Datazione e modellizzazione: Sviluppate dall’IGE di Grenoble e dall’Università di Utrecht per inquadrare cronologicamente la Transizione del Pleistocene Medio.
“Avevamo di fronte sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti nella glaciologia antartica”, spiega Carlo Barbante, coordinatore di Beyond EPICA. “Siamo riusciti a raggiungere un risultato storico: consentire alla scienza di sfogliare il libro di storia più antico, ovvero analizzare ghiaccio formatosi negli ultimi 1,2 milioni di anni”.
La riuscita della missione è il risultato di una sinergia tra la Commissione Europea e diverse agenzie nazionali, tra cui l’italiana ENEA e l’Istituto polare francese (IPEV), responsabili della gestione logistica. Le attività si sono svolte in condizioni estreme, con temperature medie di -35°C, avvalendosi del supporto della stazione Concordia e della nave rompighiaccio Laura Bassi per il trasporto dei campioni in Europa. I risultati di queste ricerche sono destinati a ridefinire i modelli climatici attuali, offrendo una prospettiva a lungo termine sulla variabilità naturale del pianeta.
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