(Adnkronos) – Dai rinnovi dei contratti alle tutele dei lavoratori, dal trasporto ferroviario, con la gara del Mit per l’assegnazione in lotti dei servizi Intercity, al trasporto aereo alle prese anche con il caro carburanti. Sono alcuni dei dossier sul tavolo di Monica Mascia, eletta lo scorso 26 marzo segretaria generale della Fit Cisl, prima donna a guidare un sindacato dei trasporti, che sia Cisl, Cgil o Uil. Lei, dice, sul tema ha “un approccio molto laico. Ho sempre ragionato in un’ottica da sindacalista: per me il sindacalista non ha sesso”.
Mascia, già segretario generale aggiunto, succede a Salvatore Pellecchia, che è stato segretario generale della federazione cislina dei trasporti per 8 anni. Cagliaritana, già dipendente del gruppo Alitalia nel 1987, in cui è Rsa dal 1997, la segretaria interviene su una delle partite aperte nel settore del trasporto aereo, il rinnovo del contratto di Ita Airways. “L’amministratore delegato vede il bicchiere mezzo pieno, ma forse è meglio così”, dice all’AdnKronos commentando le parole dell’Ad di Ita Airways Joerg Eberhart, che il 31 marzo scorso prevedeva la chiusura del rinnovo del contratto in 6-8 settimane. “Nessuno si aspettava una trattativa veloce, perché ci sono tanti temi che devono essere sciolti – dice Mascia – il contratto è scaduto il 31 dicembre del 2024, una spinta propositiva serve sicuramente. Gli incontri proseguono” e quelli in calendario il 28 e il 29 aprile potrebbero essere “determinanti”. L’impegno comune, assicura, “è a dare un’accelerata”, ma “i temi sono tanti e i nodi abbastanza importanti”. Insomma, quello di Eberhart “è un auspicio, secondo me: chiudere la partita del contratto per concentrarsi su altri temi altrettanto importanti”. Tra questi, l’integrazione Lufthansa-Ita. “La prima parte è già stata definita, uno dei punti nodali era il programma frequent flyer, che è stato praticamente finalizzato; anche le sinergie commerciali sono a un discreto punto; bene l’ingresso nell’alleanza. Le integrazioni, quando fatte in maniera sana, non possono che portare benefici. Le sinergie che un gruppo può fare sono un’altra cosa rispetto a un vettore solo”.
Ita a parte, il settore del trasporto aereo vede altre partite contrattuali aperte, dagli assistenti di volo di Air Dolomiti al personale navigante di EasyJet “il nostro auspicio è di chiudere il più velocemente possibile questi contratti. Per noi è importante mantenere la cadenza triennale del rinnovo dei contratti perché l’allungamento della durata dei contratti porta di fatto a un depauperamento delle retribuzioni”.
Trasporto aereo alle prese anche con la crisi del jet fuel, tra le conseguenze della guerra in Iran (e non chiamatelo ‘cherosene’: “il jet fuel o avio fuel è il carburante utilizzato per gli aeromobili, ha anche una componente di chersene ma non è cherosene”, specifica Mascia).
“Le compagnie aeree operano sempre un’attività di hedging nei confronti del carburante: fissano con largo anticipo il massimo prezzo a cui pagare il carburante, per x mesi. A seconda della propria politica di hedging, i vettori stanno risentendo più o meno dell’incremento del costo del jet fuel. Se sei più o meno tranquillo, dipende da quante scorte hai a un prezzo calmierato. Le compagnie più smart si sono organizzate e hanno in pancia 6-8 mesi di carburante, quelle meno organizzate qualche problema più grosso l’avranno. Poi, tutto dipende dalla durata di questa crisi”.
“Certo – aggiunge – pagare il carburante più del doppio di quello che costa abitualmente è un problema grosso e chi non ha fatto le corrette operazioni di hedging, qualche problemino se lo troverà”. In previsione della Summer qualche compagnia sta già cancellando l’operatività di alcune tratte, “cancellazioni selettive per potersi conservare la possibilità di operare più tranquillamente sulle tratte più redditizie” ma sul fronte occupazionale “pericoli imminenti non ce ne sono, magari si potrà alleggerire o non incrementare il lavoro stagionale nei periodi di picco. Anche questo dipenderà molto dalla durata del conflitto”.
Sul fronte del trasporto ferroviario, Mascia accende i riflettori sull’assegnazione in lotti dei servizi ferroviari Intercity, prevista dalla gara che sta avviando il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che “potrebbe avere delle ricadute molto pesanti”. Intercity che è “la ‘maglia’ della rete ferroviaria, e se tu questa maglia la spezzetti in lotti, crei una serie di problemi. Oggi il servizio è unificato, dalla bigliettazione alla manutenzione alla pulizia a bordo. Tutto è parte integrante di un servizio unico. Il rischio è che, spezzettando questo servizio in tante tratte, in tanti ‘lotti’, quelli ritenuti più interessanti, ovvero a più alta concentrazione di passeggeri e quindi più remunerativi per l’azienda, siano oggetto di una maggiore partecipazione alla gara”, mentre quelli con minore ‘appeal’, “che oggi sono comunque garantiti dal sistema unico, rischiano di non interessare a nessuno”.
Il tema “secondo me non è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica nei termini corretti, nessuno ne parla e il rischio è che si inizi a parlarne troppo tardi”. Per Mascia vanno inseriti subito dei correttivi, primo fra tutti “fare un bando unico e un’unica gara per un unico pacchetto che preveda quindi tutto il servizio Intercity, e non lo spezzatino” e poi “inserire nella gara delle garanzie di mantenimento degli standard attuali del servizio, della continuità occupazionale in termini numerici e retributivi, e della qualità del servizio”.
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