La spinta globale verso il riarmo non accenna a rallentare. Secondo l’ultimo report del Stockholm International Peace Research Institute, nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto il livello record di 2.887 miliardi di dollari. Si tratta dell’undicesimo anno consecutivo di crescita, segnale di un contesto internazionale sempre più frammentato e segnato da tensioni crescenti. In questo scenario, l’Italia si colloca al dodicesimo posto a livello globale, con un investimento pari a 48,1 miliardi di dollari.
Italia in crescita tra numeri e dubbi
Nel corso dell’ultimo anno, Roma ha aumentato le spese per la difesa del 20%, portando l’incidenza sul Pil all’1,9%. Pur restando sotto il limite del 2% fissato dalla Nato, l’incremento appare significativo se confrontato con l’1,3% registrato nel 2016. Nell’arco di dieci anni, la crescita reale raggiunge il 57%, segnalando una linea politica costante al di là dei cambi di governo. Il Sipri evidenzia però alcune criticità, sottolineando che determinate opere civili, come il ponte sullo Stretto di Messina, potrebbero essere incluse impropriamente nelle spese per la sicurezza.
L’Europa accelera la difesa
Il continente europeo si conferma il principale motore dell’aumento globale, con una crescita complessiva del 14% che porta la spesa totale a 864 miliardi. I paesi Nato hanno investito insieme 559 miliardi di dollari, mentre 22 nazioni hanno superato la soglia del 2% del Pil. La Germania guida questa fase con un incremento del 24%, arrivando a 114 miliardi per la prima volta dalla fine della guerra fredda. Anche la Spagna registra un aumento record del 50%, raggiungendo 40,2 miliardi di dollari e superando obiettivi rimasti invariati dal 1994.
Asia e conflitti trainano la spesa globale
Il conflitto tra Russia e Ucraina continua ad assorbire risorse enormi: Mosca destina il 7,5% del Pil alla difesa, pari a 190 miliardi, mentre Kiev investe 84,1 miliardi di dollari, ovvero il 40% della propria ricchezza nazionale, configurando una vera economia di guerra. In Asia, la Cina prosegue la sua crescita con un budget di 336 miliardi (+7,4%), mentre Giappone e Taiwan aumentano rispettivamente del 9,7% e del 14%. L’India consolida la quinta posizione globale con 92,1 miliardi di dollari. Nel Medio Oriente la spesa resta elevata a 218 miliardi, nonostante una lieve flessione israeliana, che comunque spende il 97% in più rispetto al 2022. L’onere militare globale ha raggiunto il 2,5% del Pil mondiale, il valore più alto degli ultimi sedici anni. Gli analisti del Sipri prevedono che questa dinamica continuerà anche nel 2026, spinta da crisi persistenti e nuovi obiettivi strategici, con paesi pronti a sostenere programmi di riarmo di lungo periodo in un contesto dominato dall’incertezza.
Leggi anche: Reddito universale: chi saremmo se non dovessimo più lavorare per vivere?
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
