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mercoledì 29 Aprile, 2026
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Ursula von der Leyen

“La guerra in Iran costa all’Ue 500 milioni al giorno per l’energia”

L'allarme di Ursula von der Leyen rimarca la necessità dell'Europa di diventare indipendente dal punto di vista della produzione energetica: "Abbiamo 95 miliardi da investire, usiamoli"

Da Redazione
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“I primi 60 giorni del conflitto in Iran ci sono costati 27 miliardi di euro, con una perdita di quasi 500 milioni di euro al giorno”, ha denunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ricordando che da oltre due mesi non giunge in Europa una singola molecola di energia aggiuntiva. L’ennesima dimostrazione della deleteria dipendenza dell’Ue da Stati esteri per quanto riguarda il suo sostentamento energetico.

La crisi ucraina e ora quella mediorientale sono la dimostrazione che il Vecchio Continente necessita di distaccarsi dalle superpotenze di cui è dipendente, sia attraverso la diversificazione dei mercati sia aumentando la produzione propria di energia. Secondo von der Leyen, la strada obbligata da intraprendere è quella della riduzione dei combustibili fossili in favore dello sviluppo di energie rinnovabili e nucleare. Il tutto al fine di creare un mix energetico tale da sopperire alla maggior parte della richiesta dei Paesi membri. Una narrazione più volte riproposta dalla presidente, ma che per ora non ha portato a risultati concreti.

In più, oggi è necessario procedere a questo cambiamento in contemporanea a due conflitti in corso. La guerra in Iran, infatti, ha provocato la chiusura dello Stretto di Hormuz, in cui passano un quinto del petrolio e del Gnl mondiali. La sua riapertura è l’obiettivo primario, per evitare una vera e propria emergenza energetica. Ma anche se i commerci dovessero riprendere liberamente nel giro di pochi giorni, le conseguenze di questo stop non potranno essere eliminate. “Si faranno sentire per mesi e per anni”, ha riconosciuto von der Leyen, chiarendo che proprio per questo motivo è stato deciso di porre l’energia in cima all’agenda informale del Consiglio di Cooperazione dell’Unione europea.

Il piano di von der Leyen per l’energia

Ogni scelta in questo ambito dovrà essere adeguatamente ponderata per non ripetere gli errori del passato. Nella precedente crisi energetica oltre 350 miliardi di euro furono spesi in misure indiscriminate, andando a penalizzare le imprese e le famiglie realmente più vulnerabili. Oggi, l’Ue vuole agire in modo diametralmente opposto, attraverso misure che siano mirate esclusivamente alle fasce della popolazione che sono maggiormente in difficoltà. Sempre cercando di evitare di aumentare ulteriormente la domanda di gas e petrolio.

Un primo passo da compiere riguarda l’utilizzo dei 95 miliardi di euro ancora disponibili nel bilancio europeo per l’energia. Questi fondi saranno utilizzati per permettere una transizione energetica non solo nei trasporti, ma anche nell’industria e nel riscaldamento. Un tentativo di trasformare un momento di crisi in un possibile momento di crescita e miglioramento. L’incognita principale, però, riguarda le tempistiche di questi cambiamenti. Una situazione emergenziale è sempre più vicina e l’Ue rischia di farsi trovare di nuovo impreparata.

Leggi anche: Trump vuole la chiusura di Hormuz per colpire l’economia iraniana

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