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sabato 18 Aprile, 2026
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Ursula von der Leyen. EPA_Ronald Wittek

Epic Fail UE: hackerata l’app per la verifica dell’età prima del lancio — sicurezza nel caos

Il debutto del software comunitario per la tutela dei minori rivela vulnerabilità critiche e scatena dubbi sull'efficacia dei sistemi di controllo scelti da Bruxelles

Da Alessio Matta
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“Sì, è pronta”. Con queste parole la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva presentato la nuova app per la verifica dell’età. Una dichiarazione netta, senza esitazioni. Peccato che, poche ore dopo la pubblicazione del codice, gli esperti abbiano trovato falle capaci di mandare in crisi l’intero sistema.

La Commissione europea ha avviato un aggiornamento del software dopo le segnalazioni di diversi specialisti di sicurezza informatica. La pubblicazione del codice sorgente, scelta fatta in nome della trasparenza, ha permesso agli sviluppatori di individuare vulnerabilità che consentono di aggirare le protezioni in meno di due minuti.

Il problema non è marginale. L’app nasce con un obiettivo preciso: verificare l’età degli utenti senza raccogliere dati personali. Una sfida complessa, resa ancora più urgente dal fatto che oltre il 70% dei minori utilizza servizi digitali che richiedono controlli sull’età. Proprio per questo il progetto era stato presentato come un passo avanti nella tutela dei ragazzi sul web.

Secondo il ricercatore di sicurezza Paul Moore, basta intervenire sui file di configurazione locali, in particolare quelli salvati nella directory shared_prefs, per superare i controlli. In pratica, una barriera fragile che un utente con conoscenze di base può superare senza grandi difficoltà. Non il livello di sicurezza che ci si aspetta da uno strumento pensato per milioni di cittadini europei.

Da Bruxelles provano a smorzare le polemiche. La portavoce Paula Pinho ha spiegato che l’app può sempre essere migliorata, mentre il responsabile per gli affari digitali Thomas Regnier ha ricordato che il software è open source proprio per consentire test pubblici e segnalazioni di problemi.

Resta però un nodo politico evidente: annunciare un sistema come pronto e scoprire subito dopo falle così semplici da sfruttare rischia di minare la fiducia dei cittadini. E l’Europa digitale, ancora una volta, parte in salita.

Leggi anche: Trump: “L’Italia non c’era per noi, non ci saremo per loro”

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