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sabato 18 Aprile, 2026
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Eurodeputati contro la Russia alla Biennale: “Inaccettabile, Ue non finanzi la rassegna”

La lettera a Ursula Von der Leyen e Kaja Kallas

Da Simona Maggi
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Diversi eurodeputati, nello specifico 37, appartenenti a tutti gli schieramenti politici, hanno scritto una lettera indirizzata alla Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e a Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, per denunciare che la presenza della Russia alla Biennale di Venezia è inaccettabile.

La prima partecipazione della Russia alla Biennale, dall’invasione dell’Ucraina, avvenuta nel 2022, ha subito innescato polemiche all’interno delle istituzioni europee: ”In nessuna circostanza la Russia, soggetta a pesanti sanzioni europee su commercio, beni e servizi, dovrebbe poter partecipare a un evento finanziato con denaro pubblico europeo.

Il padiglione russo non deve essere utilizzato nemmeno per attività organizzate dalla Russia, sia in forma fisica sia digitale. Ogni giorno in cui il padiglione russo rimane nel programma della Biennale è un giorno in cui la credibilità dell’Ue si indebolisce. Ogni euro di finanziamento europeo destinato a un’istituzione che ospita quel padiglione è una contraddizione in termini.

Il popolo ucraino, che combatte e muore per i valori su cui questa Unione è stata fondata, merita chiarezza, non ambiguità.”

“Non si diano finanziamenti alla Biennale di Venezia”

Queste sono le parole dure che i 37 firmatari, fra cui non è presente nessun italiano, hanno riportato nella lettera, chiedendo all’Unione Europea non finanziare la Rassegna. Bisogna specificare che non si conosce l’entità dei fondi destinati alla principale esposizione di arte europea, ma nella lettera è riportata la cifra di 2,5 milioni, da distribuire in tre anni.

Buttafuoco difende la presenza della Russia alla Biennale di Venezia

Intanto il Presidente della Biennale di Venezia, Petrarca Buttafuoco, ha difeso la presenza della Russia alla Biennale, rivendicando l’indipendenza dell’istituzione artistica e la necessità di uno spazio di libertà artistica: “Chiusura e censura restano fuori dalla Biennale”.

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