Nonostante i tentativi di dialogo tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, sul fronte militare Ucraina e Russia continuano a darsi battaglia, e i danni del conflitto si allargano oltre i loro confini. Nel Mar d’Azov un attacco di droni contro due cargo diretti verso un porto russo è costato la vita a cinque marinai azeri, mentre un drone navale è esploso nel porto romeno di Costanza, sul Mar Nero. Il dito è stato subito puntato verso Mosca, anche a causa del drone russo che ha colpito Galati pochi giorni addietro; Kiev ha però confermato che si trattava di un drone del proprio arsenale arrivato sulle coste romene a seguito di un’interferenza.
L’Unione europea intanto promette nuovi investimenti per la sicurezza del fianco orientale.
Il drone esploso nel porto di Costanza
La mattina del 4 giugno, le autorità romene hanno individuato un drone marittimo nel porto di Costanza, sul Mar Nero. L’area è stata immediatamente isolata da servizi di sicurezza, Guardia Costiera e ministero della Difesa. Poco dopo è stata avvertita una forte esplosione accompagnata da una densa colonna di fumo nero. Secondo le prime informazioni diffuse dai media romeni, il drone si sarebbe autodistrutto senza causare morti o feriti.
Dopo alcune ore, Kiev ha confermato ufficialmente che il drone esploso era ucraino: secondo la Marina ucraina, il drone sarebbe stato deviato dalla rotta dopo un’interferenza elettronica delle forze russe. A quel punto l’esercito ucraino avrebbe allertato la Marina romena per prevenire vittime civili.
Von der Leyen: “Investimenti massicci per la difesa”
Prima dell’assunzione di responsabilità da parte di Kiev, nel messaggio in cui esprimeva solidarietà alla Romania la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva dichiarato che la Russia sta diventando sempre più “una minaccia diretta” per i Paesi dell’Europa Orientale e che la risposta europea “deve essere all’altezza dell’urgenza”.
La responsabilità ucraina dell’incidente nel porto di Costanza non cambia ovviamente la posizione dell’Ue, che, ha proseguito von der Leyen, “sta investendo massicciamente in capacità anti-drone, difesa aerea e sistemi di allerta precoce”, con il programma di finanziamenti europei per la difesa SAFE che “contribuirà a costruire una Romania e un’Europa più forti”.
Cinque marinai azeri morti in un altro attacco
Sin da subito la Russia aveva respinto ogni responsabilità e dichiarato che il drone esploso a Costanza era stato fabbricato in Ucraina e lanciato dall’esercito di Kiev. Nelle stesse ore il Cremlino ha puntato il dito contro l’Ucraina anche per l’attacco che ha colpito due navi cargo provenienti dalla Turchia e dirette verso un porto russo nel Mar d’Azov. Secondo il ministero degli Esteri russo, i droni avrebbero causato la morte di cinque marinai dell’Azerbaigian.
Mentre le diplomazie sono al lavoro, sul campo di battaglia il disgelo può attendere.
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