lunedì 25 Maggio 2026

Dai tagli alle stime di crescita al raid ucraino a Kherson. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 22 maggio

In Sintesi, le principali notizie dall'Italia e dall'estero.

Da Giustino Marai
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Le principali notizie che troverete sui quotidiani di oggi.

L’Ue taglia le stime

L’Unione europea rivede al ribasso le stime sull’Italia. Bruxelles taglia le previsioni di crescita del Pil e richiama il governo sulla necessità di tenere sotto controllo il debito pubblico. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si dice ottimista, ma insiste sulla necessità di deroghe al Patto di stabilità che al momento l’Ue non pare disposta a concedere.

Le torture sugli attivisti della Flotilla

Sono tornati in Italia gli attivisti della Flotilla sequestrati da Israele, che hanno mostrato sulla stampa e sui social i propri corpi segnati dalle torture subite durante la detenzione. Diversi quotidiani danno voce a chi ritiene che le proteste d’ufficio dei governi europei non siano sufficienti: servono le sanzioni. Ma Italia e Germania hanno finora bloccato l’adozione di qualsiasi misura concreta da parte dell’Ue.

Raid ucraino a Kherson

Raid devastanti delle forze ucraine hanno colpito Kherson, causando oltre cento vittime tra i membri dei servizi segreti russi presenti nella zona. L’attacco rappresenta uno dei colpi più duri subiti da Mosca negli ultimi mesi e conferma l’intensificarsi delle operazioni militari e di intelligence lungo il fronte meridionale.
Intanto la Germania si dice disponibile a guidare la Nato.

La morsa Usa su Cuba

Cresce la tensione tra Stati Uniti e Cuba. Dopo anni di embargo e la chiusura del rubinetto petrolifero venezuelano che ha portato l’isola allo stremo, Washington aumenta ancora la pressione con il dispiegamento di una portaerei nell’area caraibica. L’escalation militare sembra a un passo. Mosca e Pechino condannano: “Ingerenze pericolose”.

Ritocchi alla legge elettorale

Il governo lavora alla riforma della legge elettorale. Si va verso un Bignami bis, con ritocchi alle soglie, compresa quella del premio di maggioranza, che scatterebbe al 42%. Contrarie le opposizioni, che giudicano incostituzionale il sacrificio della rappresentanza a favore della governabilità.

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