L’Ucraina dentro le istituzioni europee prima ancora dell’adesione formale all’Unione. È la proposta avanzata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che in una lettera ai vertici Ue suggerisce di creare per Kiev uno status di “membro associato”, una soluzione intermedia pensata per accelerare l’integrazione europea del Paese senza attendere i lunghi tempi dell’allargamento formale.
La proposta di Merz
Nella lettera indirizzata a Ursula von der Leyen, Antonio Costa e al presidente di turno dell’Ue Nikos Christodoulides, Merz riconosce apertamente che “non saremo in grado di completare il processo di adesione in tempi brevi”, a causa degli “innumerevoli ostacoli” e delle ratifiche necessarie nei 27 Stati membri. Ma aggiunge che “in vista del processo di pace, non abbiamo tempo per ulteriori ritardi”.
Da qui l’idea di uno status speciale che consentirebbe all’Ucraina di partecipare ai vertici del Consiglio europeo e alle riunioni ministeriali, pur senza diritto di voto. Kiev avrebbe anche un commissario europeo associato e rappresentanti al Parlamento europeo, anch’essi senza potere decisionale formale. Merz propone inoltre di estendere all’Ucraina la clausola di mutua difesa prevista dall’articolo 42.7 del Trattato Ue, “al fine di creare una garanzia di sicurezza sostanziale”.
Una soluzione di compromesso
La proposta tedesca prova a trovare una via di mezzo tra l’adesione immediata, ritenuta irrealistica da molti governi europei, e l’attuale status di semplice Paese candidato. Secondo Merz, il modello di “membership associata” non richiederebbe modifiche ai Trattati europei né un trattato di adesione vero e proprio, ma soltanto “un forte accordo politico”. L’obiettivo sarebbe quello di offrire subito a Zelensky un percorso credibile verso l’Europa, soprattutto nel caso in cui un futuro accordo di pace non consenta all’Ucraina di recuperare tutti i territori occupati o di entrare nella Nato.
Il cancelliere tedesco immagina inoltre formule simili, seppur meno avanzate, anche per Moldova e Balcani occidentali, con un accesso più stretto al mercato unico e alle istituzioni europee.
L’UE cerca un mediatore
Nel frattempo Zelensky continua a spingere per un maggiore coinvolgimento europeo nei negoziati con Mosca. Il presidente ucraino ha parlato di “buoni contatti” con Washington e si è detto fiducioso sulla possibilità di riprendere “una comunicazione trilaterale significativa” con la Russia, che coinvolga dunque anche i partner europei.
Proprio il ruolo dell’Europa nei colloqui resta però uno dei nodi più delicati. Bruxelles valuta possibili figure di mediazione: tra i nomi circolano quelli dell’ex premier italiano Mario Draghi, dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente finlandese Alexander Stubb e del suo predecessore Sauli Niinistö. Mosca non ha posto veti, ma resta il problema delle divisioni interne all’Ue: non tutti i paesi approvano i candidati, e sia Draghi che Merkel, che peraltro non ha grandi rapporti con Merz, temono che Putin non prenderebbe troppo sul serio dei mediatori che non siano leader in carica.
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