C’è un voto che pesa più delle parole. E che racconta una contraddizione politica difficile da nascondere. A Bruxelles, gli eurodeputati di Fratelli d’Italia hanno sostenuto la nuova direttiva anticorruzione che rafforza proprio quei reati che in Italia il governo ha deciso di cancellare. Tra questi, l’abuso d’ufficio.
Il Parlamento europeo ha approvato il testo con una larga maggioranza: 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni. Un risultato netto, che mette l’Italia davanti a una scelta chiara. Entro due anni dovrà adeguarsi alle nuove regole europee. In caso contrario scatterà una procedura d’infrazione. Tradotto: sanzioni e pressione politica.
Il punto politico resta uno solo. La maggioranza italiana ha difeso per mesi l’abolizione dell’abuso d’ufficio, sostenendo che fosse un reato inutile e dannoso per la pubblica amministrazione. Poi, però, a Bruxelles gli stessi partiti hanno votato a favore di una direttiva che chiede agli Stati di punire proprio gli abusi di potere dei funzionari pubblici. Una linea che suona come una smentita del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Dal fronte dell’opposizione è arrivato l’attacco immediato. Il relatore italiano del testo, Giuseppe Antoci del Movimento 5 Stelle, ha parlato di una smentita politica evidente al governo. Una posizione condivisa anche dal leader pentastellato Giuseppe Conte, che accusa l’esecutivo di aver indebolito gli strumenti contro la corruzione.
Resta il dato politico. In Italia il reato è stato cancellato. In Europa la maggioranza che governa il Paese ha votato per rafforzarlo.
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