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martedì 28 Aprile, 2026
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Dazi: Benifei (Pd), ‘Consiglio mantenga clausole protezione in accordo Usa’

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Noi abbiamo messo delle condizioni affinché ci sia una piena reciprocità. Ora però al Consiglio serve che gli Stati europei, compresi quelli che forse si sono troppo innamorati di Donald Trump in precedenza, aiutino a chiudere un testo finale nelle prossime settimane, dove queste condizioni a tutela dei nostri interessi siano mantenute, non abbandonate”. Lo afferma l’eurodeputato del Partito democratico Brando Benifei, coordinatore per il gruppo dei Socialisti (S&D) alla Commissione Commercio internazionale, parlando della posizione adottata dal Parlamento europeo sull’attuazione dell’accordo tra Ue e Usa nel corso del suo intervento alla diretta dell’Adnkronos “Lavori in corso”. 

“Noi non vogliamo essere sotto ricatto: abbiamo creato uno strumento per cui se c’è un cambiamento delle condizioni l’accordo salta in modo automatico”, ricorda Benifei, sottolineando che non è stato toccato il contenuto del patto tra Ue e Usa. “Nessuna delle condizioni che ci chiedono gli americani può stare in piedi o essere attuata se ci sono minacce all’integrità territoriale, se vengono minacciati singoli Paesi”, sottolinea Benifei, secondo cui ora sta agli Stati membri in sede di trilogo accettare “che queste condizioni più restrittive nei confronti del margine di manovra degli americani ci siano”. 

L’eurodeputato indica la diatriba territoriale tra Ue e Usa intorno alla Groenlandia, le minacce dell’amministrazione statunitense a Spagna e Francia, e “un’instabilità crescente anche nel contesto americano, una difficoltà politica che credo sia evidente a tutti”, sottolineando che le clausole previste dall’Eurocamera servono per “non pagare le conseguenze di tutto questo”. Il suo timore è che un Trump in cerca di consenso prima delle elezioni di metà mandato possa rimettere mano ai dazi, andando a danneggiare pesantemente le imprese, anche italiane, che esportano verso gli Usa. Dunque il tetto del 15% ai dazi Usa sui prodotti Ue previsto dall’accordo “è davvero importante”, come anche il “mantenere condizioni chiare”. 

Ora serve andare avanti nel processo di attuazione, prosegue Benifei, evidenziando le “pressioni da oltreoceano”, come quelle arrivate dall’ambasciatore Usa all’Ue Andrew Pudzer, che invitano l’Ue a non vincolare Washington. “Certo, gli americani non sono felici di questa proposta e stanno pressando governi e Commissione europea per respingere queste condizioni che un po’ legano le mani al presidente Trump. Ma io penso che il Parlamento debba essere inflessibile. Non possiamo accettare di far andare avanti l’accordo senza almeno una larga parte di queste condizioni. Io penso che sia interesse delle imprese europee ottenere una stabilità che abbia queste garanzie, non metterci nelle mani di un presidente che si è dimostrato assolutamente instabile e inaffidabile”, spiega l’eurodeputato. 

“Sinceramente, purtroppo, alcuni governi europei non ci hanno aiutato nella fase della discussione perché erano troppo appiattiti sugli Stati Uniti. Poi qualcuno forse si è pentito strada facendo, ma oggi siamo un po’ anche per questo in questa situazione”, rileva l’eurodeputato, secondo cui “non ci può essere resistenza politica verso queste salvaguardie per il timore di infastidire il presidente americano. Sono condizioni necessarie”. 

“Non dobbiamo impaurirci, non dobbiamo avere paura. L’impressione che ho avuto a volte è che qualcuno abbia troppo timore”, aggiunge Benifei, “perché se l’Europa è unita, se non si insegue un’idea un po’ troppo sparpagliata dell’Europa, ma si lavora davvero come Europa unita, siamo in grado di reggere grazie alla nostra forza economica anche queste negoziazioni”. 

Secondo Benifei, l’accordo commerciale tra Ue e Usa ha senso anche al netto della decisione della Corte Suprema che ha invalidato la base legale sulla quale il presidente Usa Donald Trump ha costruito la sua politica dei dazi nell’anno passato. Alla luce di ciò oggi l’accordo non si può presentare come vantaggioso rispetto ad altri Paesi, ma “certamente entro qualche mese” la situazione cambierà, come spiega l’eurodeputato. 

“Lo strumento che attualmente è stato usato dal presidente Trump per sostituire lo strumento legale colpito dalla Corte Suprema è temporaneo e scadrà entro luglio. Nel mentre sono state aperte delle investigazioni attraverso un altro strumento legale per arrivare a nuovi livelli di dazi”, spiega Benifei, aggiungendo che l’Eurocamera si aspetta che tali investigazioni “ripristinino per ogni Paese le condizioni negoziate ai tempi degli accordi fatti per bloccare, diciamo, le cosiddette ‘reciprocal tariffs’, che erano l’iniziale intendimento trumpiano”. In caso non fosse così scatterebbero le clausole di salvaguardia previste dal Parlamento europeo e l’accordo fallirebbe, aggiunge. 

In tale contesto, dunque, “dovremmo riuscire a riavere delle condizioni che non saranno più uguali a quelle di altre parti del mondo, ma più vantaggiose”, prosegue l’eurodeputato: “sempre un po’ squilibrate, ma migliori di altre parti del mondo, comprese realtà vicinissime a noi come la Svizzera, per esempio”. Questo si è già visto per il comparto della farmaceutica, sottolinea, ambito in cui gli Usa hanno aumentato i dazi per altre parti del mondo ma mantenuto l’impegno preso nei confronti degli Usa, “per adesso. Dico per adesso perché io non mi fido più, non c’è stabilità”, chiosa Benifei, ravvisando una tale incertezza politica nel contesto americano da rendere ancora più necessarie le salvaguardie. 

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