(Adnkronos) – “È nato tutto leggendo un trafiletto minuscolo sul Corriere dell’Umbria: parlava di una ragazzina molto giovane ritrovata in un fosso. Era stata creduta morta, e invece no. Non si capiva nulla, nemmeno l’età: forse minorenne, forse vittima della tratta dall’Est. Ho cercato altre notizie, ho frugato su internet, ma non c’era niente. Mi sembrava che al mondo non importasse nulla di quella ragazzina, e proprio per questo ho sentito che era importante raccontarla. Da lì è cominciato tutto”. Così è nato ‘Illusione’, come racconta la regista Francesca Archibugi in occasione della conferenza stampa a Roma. Nelle sale dal 7 maggio con 01 Distribution e prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema e Tarantula, al centro del film c’è la storia di una quindicenne moldava, Rosa Lazar (interpretata da Angelina Andrei): viene ritrovata in un fosso in fin di vita. Per la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi (Jasmine Trinca) la ragazza diventa la chiave per un’indagine internazionale su scenari inquietanti. Mentre per lo psicologo Stefano Mangiaboschi (Michele Riondino) sarà un altro tipo di indagine, interiore, che lo porta a scoprire il vero enigma di Rosa Lazar. L’indagine è più complicata del previsto, perché Rosa non sembra avere coscienza delle brutali violenze subite e copre la verità dei fatti.
“In quanto Cristina Camponeschi mi sono sentita una donna di legge che pensa di dover restituire giustizia e voce a una ragazza che voce non ha. Però nel suo privato era esattamente come Rosa, porta dentro di lei una ferita del passato che possiamo immaginare”, racconta Trinca. “Nel caso dei nostri personaggi, il pubblico e il privato si uniscono perché Cristina e Stefano sono una coppia, oltre che nella vita, di professionisti e si confrontano sul caso di Rosa”, racconta Riondino, che osserva: “Lo psicoterapeuta, mentre lavora, mette in gioco sé stesso. Me ne accorgo quando vado dal mio analista: quando racconto me stesso, i miei segreti, le mie parti più oscure alla psicoterapeuta, mi rendo conto di parlare di qualcuno quasi fosse in terza persona. Quando quella terza persona sono io stesso. Io stesso che non conosco bene alcuni aspetti di me, ma che cerco di tirarli fuori. Credo che questo sia un meccanismo che inevitabilmente metta a rischio anche chi sta dall’altra parte”. Nel caso del film, “abbiamo un uomo che ha deciso di rilasciare nell’ombra buona parte dei suoi segreti e dei suoi scheletri”.
‘Illusione’ è anche una riflessione sul potere maschile: “L’ho scritto molto prima dei file su Epstein”, dice la regista, che riflette sulle nuove generazioni: “I ragazzi a 18 o 20 anni non hanno nessuna voglia di comprarsi le donne, la più bella della classe la vogliono conquistare. Poi, nel momento in cui in qualche modo declina quella potenza virile, subentra un’altra cosa: l’uso del potere”. Per la regista “è un meccanismo che non va giudicato, ma va osservato, perché nel mondo va così. Gli uomini, crescendo, sviluppano un bisogno di sopraffazione. Noi donne, invece, da giovani siamo protette da una sorta di mantello di invincibilità. Abbiamo una forza che via via perdiamo. Si arriva alla mia età e quel mantello non c’è più. Al contrario, hai la sensazione che gli uomini lo acquistino, quel mantello, e che la loro smania di potere sulle donne aumenti”. In chiusura della conferenza, il produttore Domenico Procacci annuncia che farà ricorso alla Commissione Mibac, che ha fermato ‘Illusione’ al primo criterio di valutazione, ovvero la qualità della sceneggiatura, negandogli l’assegnazione dei contributi selevittivi: “Questo film è una delle vittime delle commissioni. Stiamo chiedendo l’accesso agli atti e faremo ricorso”, dice Procacci, che si dice “colpito nel vedere come questo progetto sia stato bruciato sulla sceneggiatura. Ma come si può bruciare un film scritto da Francesca Archibugi, Laura Paolucci, Francesco Piccolo? Non sono degli sceneggiatori qualunque”. Nel cast di ‘Illusione’ figurano inoltre Vittoria Puccini, Francesca Reggiani, Aurora Quattrocchi e Filippo Timi.
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