venerdì 1 Maggio 2026

Al Teatro Greco di Roma Lorenzo Lavia dirige ‘Peccato che fosse una sgualdrina’

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Al Teatro Greco di Roma, dal 5 al 17 maggio, in scena ‘Peccato che fosse una sgualdrina’ di John Ford (regia di Lorenzo Lavia) con Giorgio Crisafi, Marial Bajma-Riva,Erika Puddu, Fabrizio Apolloni, Riccardo Floris, Antonio Tallura, Giuseppe Coppola, Gabriele Anagni, Pavel Zelinskiy, Eros Pascale,Mauro Racanati, Clara Danesi, Giacomo Mattia, Angelica Accarino. “Negli ultimi vent’anni mi è capitato di lavorare tre volte, compresa l’odierna, sul presente testo di John Ford, anche se quest’ultima è la prima volta che riesco a portarlo in scena, ma nella mia testa è già la terza versione dello spettacolo, avendo io l’abitudine di immaginarmi molto prima le modalità di allestimento – spiega il regista Lorenzo Lavia- Quindi nella mia mente avevo già fatto tre spettacoli completamente diversi”. 

“Sicuramente tradurlo – aggiunge – mi ha aiutato molto, anche se è stato il momento probabilmente più faticoso e forse più linguisticamente di routine dell’impresa. La scelta di partire dalla traduzione, cosa che forse non avrei mai fatto in origine, si è resa necessaria per me perché le versioni italiane fino ad ora pubblicate hanno sempre qualcosa di troppo personale, probabilmente anche per i giochi ambigui di parola e per i doppi sensi spesso troppo difficoltosi da trasportare dall’inglese tardo giacobiano all’italiano. La mia traduzione – prosegue- prende in esame semplicemente quello che dice John Ford, e lui di sicuro non scrive una storia d’amore tra due giovani, anche se fratelli, perché intorno all’incesto non c’è amore, ma desiderio carnale, possesso, vendetta e morte. Queste cose riguardano tutti i personaggi”. 

“Quindi rispetto alle due circostanze precedenti in cui mi ero immaginato due spettacoli abbastanza simili, come direbbe il giovane Torless di Musil – continua Lorenzo Lavia- ho cominciato a vedere tutto con occhi diversi e non con quelli della ragione, e ho iniziato a immaginarmelo come se fosse una stagione della serie tv American Horror Story. Ma invece di usare il metafisico come mostro, qui John Ford usa l’incesto come metafora per esplorare il lato più oscuro dell’essere umano. La paura del diverso, il fanatismo religioso, l’abuso di potere e il desiderio di controllo. In un dramma come ‘Peccato che fosse una sgualdrina”, grazie anche alla coralità dei personaggi, la sgualdrina è un fulcro, e tali strani personaggi riescono a far venir fuori tutti questi aspetti, ognuno con la sua verità”, conclude. 

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