venerdì 8 Maggio 2026
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Rapporto Save the Children 2026: analisi sulla maternità

L'indice AMPI torna a scendere e le regioni si dividono: ecco il quadro completo sulla maternità in Italia quest'anno

Da Giuseppe Rosso
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L’undicesima edizione del rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026” di Save the Children restituisce l’immagine di un Paese in cui la maternità continua a rappresentare un peso economico e sociale difficile da sostenere. Nonostante qualche segnale positivo sul fronte occupazionale generale, solo il 58,2% delle donne con figli in età prescolare riesce a mantenere un lavoro attivo. Il dato più allarmante è quello relativo alla cosiddetta penalizzazione da maternità, che raggiunge il 33%: un numero che trasforma la scelta di diventare madri in una fonte strutturale di disuguaglianza.

L’indice AMPI arretra: la tendenza preoccupa

Il Mothers’ Index, elaborato con il contributo dell’Istat, segnala un’inversione di rotta rispetto ai progressi registrati negli anni precedenti. Il valore dell’indice nazionale AMPI è sceso a 101,460 punti, in calo rispetto ai 102,635 punti del 2024 e ai 102,002 punti dell’anno ancora precedente. Pur rimanendo al di sopra della soglia base di 100 fissata nel 2022, la traiettoria discendente indica che il contesto italiano sta diventando progressivamente meno favorevole alla genitorialità, erodendo i guadagni faticosamente conquistati negli ultimi anni.

Emilia-Romagna in vetta, Sicilia fanalino di coda

Sul fronte regionale, la classifica del 2026 registra un importante rimescolamento. L’Emilia-Romagna conquista il primo posto assoluto con un punteggio di 110,115 punti, scalzando la provincia autonoma di Bolzano, che scivola al secondo posto fermandosi a 106,334 e accusando la contrazione più marcata dell’intera penisola, pari a -11,543 punti. Sorprendente la risalita della Valle d’Aosta, che torna sul podio al terzo posto con 105,718 punti, dopo aver toccato il sedicesimo posto nel 2024. Al contrario, il Friuli-Venezia Giulia crolla dall’ottavo al tredicesimo posto con un indice di 100,801, e anche il Veneto scende fino alla dodicesima posizione. Al Sud, la Sicilia chiude la graduatoria nazionale con un valore AMPI di appena 91,930 punti.

Precarietà, dimissioni e mortalità infantile: i numeri della crisi

Dietro al peggioramento dell’indice si nascondono tre dimensioni in deterioramento: demografia, salute dei neonati e qualità del lavoro femminile. Sebbene il tasso di occupazione delle madri con figli minorenni rimanga numericamente stabile al 63,2%, la precarietà avanza: le donne con contratti a termine da oltre cinque anni salgono al 19,1%. Le dimissioni volontarie tra le madri con figli piccoli passano da 4,77 a 6,78 ogni mille occupate, mentre il quoziente di mortalità infantile sale a 2,61 per mille. Un insieme di indicatori che racconta, al di là dei numeri, quanto sia ancora arduo conciliare lavoro e maternità nel nostro Paese.

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