martedì 15 Settembre 2026

Raffaella Carrà, le cinture rubate tornano sui rispettivi abiti: spedite in un pacco anonimo al Comune di San Benedetto del Tronto

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Sono state ritrovate le due cinture appartenenti agli storici abiti di scena di Raffaella Carrà che erano state rubate nei giorni scorsi dalla ‘Rumore’, ospitata presso la Palazzina Azzurra di (Ascoli Piceno). La notizia è arrivata oggi, giovedì 14 maggio 2026, quando i carabinieri di San Benedetto del Tronto hanno contattato Giovanni Gioia e Vincenzo Mola, proprietari di Collezioni Carrà, per comunicare l’avvenuto ritrovamento. 

Secondo quanto riferito dai collezionisti, un pacco è recapitato presso gli uffici comunali e, al suo , sono state rinvenute le due cinture sottratte al termine dell’esposizione dedicata all’artista. Una telefonata attesa con speranza, ma che i due collezionisti ormai temevano di non ricevere più, dopo giorni segnati dall’amarezza, dalla delusione e dal grande clamore suscitato dalla vicenda. 

Si conclude così, nel migliore dei modi, un episodio che aveva profondamente colpito non soltanto i proprietari della collezione, ma anche i tanti appassionati, visitatori e cittadini che avevano manifestato vicinanza e solidarietà. 

Le due cinture recuperate non rappresentano semplici accessori di scena, ma autentici frammenti della storia della televisione italiana e dell’arte performativa di Raffaella Carrà. Oggetti che custodiscono , identità, cultura popolare ed emozioni condivise da intere generazioni. Il loro restituisce valore non soltanto alla collezione, ma anche al affettivo e culturale che questi costumi rappresentano per il

“Per noi questa collezione non è un lavoro, ma un gesto d’amore verso Raffaella e verso ciò che ha rappresentato per la cultura italiana”, dichiarano Giovanni Gioia e Vincenzo Mola. “Sapere che questi pezzi sono stati restituiti ci riempie di gioia e ci restituisce serenità”. 

Collezioni Carrà esprime soddisfazione e gratitudine perché questa vicenda si è conclusa positivamente, restituendo tranquillità a chi, con passione e dedizione, custodisce ed espone gratuitamente questi abiti affinché tutti possano continuare a ricordare e celebrare Raffaella Carrà. 

Ma il significato più profondo di questa storia, oggi, è soprattutto nel gesto della restituzione. “Riconoscere un errore e trovare la forza di tornare sui propri passi è qualcosa che appartiene alla parte più autentica della coscienza umana”, aggiungono i collezionisti, “Pur restando il rammarico per quanto accaduto, siamo riconoscenti verso chi ha scelto di restituire le cinture. È un segnale importante, che dimostra come il senso di possa ancora prevalere”. 

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