mercoledì 14 Ottobre 2026
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“Prezzi che non si vedevano dal 2023”: l’inflazione schizza al 2,7% e colpisce famiglie e imprese

Energia e alimentari spingono i rincari dopo la crisi nello Stretto di Hormuz. Consumatori in allarme: oltre mille euro in più all’anno per una famiglia con due figli

Di Redazione
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Il pieno di benzina costa di più, il carrello della spesa pure. Ad aprile l’inflazione torna a correre e riporta l’Italia ai livelli più alti degli ultimi due anni. A incidere è soprattutto la internazionale legata alla guerra in Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz, snodo decisivo per il commercio mondiale di petrolio e gas. I definitivi diffusi dall’Istat certificano un dei prezzi dell’1,1% rispetto a marzo e del 2,7% su base annua. A marzo il dato era fermo all’1,7%.

Energia e alimentari trascinano i rincari

Secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat), la crescita dei prezzi è legata soprattutto all’impennata dei beni energetici, passati dal -2,1% al +9,2%, e degli alimentari non lavorati, saliti dal +4,7% al +5,9%. Accelerano anche i prodotti acquistati ogni giorno dalle famiglie, che registrano un aumento del 4,2% contro il 3,1% del mese precedente.

Sale anche il cosiddetto carrello della spesa, cioè l’insieme dei beni alimentari e dei prodotti per la casa e la persona, che passa dal +2,2% al +2,3%. Una crescita che pesa soprattutto sui redditi più bassi. , presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, parla di “rialzo choc” e sottolinea come un incremento simile non si registrasse dal settembre 2023. Ancora più marcato il dato mensile: +1,1%, il livello più alto dall’ottobre 2022, nel pieno della provocata dalla .

Famiglie sotto pressione

Secondo le stime dell’associazione dei consumatori, una coppia con due figli spenderà 1.024 euro in più in un anno. Di questi, 269 euro riguardano soltanto cibo e bevande analcoliche, mentre 286 euro sono legati al carrello della spesa. Per una coppia con un figlio il rincaro complessivo sfiora i 940 euro.

Anche il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l’allarme: nello scenario base l’impatto dell’inflazione potrebbe costare 450 euro a famiglia, ma in caso di crisi prolungata si arriverebbe oltre i 2.200 euro.

Verdure e carne: aumenti a due cifre

Il settore alimentare è tra i più colpiti. Assoutenti segnala rincari pesanti dovuti all’aumento dei di trasporto e dell’energia. I pomodori guidano la classifica con un +33,6% su base annua, seguiti da melanzane (+28,5%) e piselli (+27,3%). In salita anche legumi (+20,4%), carciofi (+17,3%) e limoni (+14,2%). Crescono pure i prezzi di carne bovina e uova, entrambe a +8,3%.

Le richieste delle associazioni

Per Federconsumatori il rischio è che questo sia solo l’inizio. L’associazione chiede al governo interventi immediati contro le e nuove misure di sostegno alle famiglie: dal taglio delle sui carburanti a una riduzione dell’Iva sui beni essenziali, fino a bonus energia più e a un fondo contro la povertà energetica e alimentare. Intanto l’inflazione di fondo, calcolata senza energetici e alimentari freschi, rallenta dall’1,9% all’1,6%. Un segnale che però non basta a rassicurare i consumatori, alle prese con una nuova ondata di rincari che rischia di accompagnare i prossimi mesi.

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