Il vertice tra Stati Uniti e Cina si è concluso con un niente di fatto. Le decine di foto di Donald Trump e Xi jinping che passeggiano per Pechino e che discutono nelle varie sale del palazzo presidenziale cinese sono l’unico ricordo che rimarrà di questo incontro. I due leader, come entrambi ben sapevano, non hanno concluso alcun accordo, né hanno rafforzato la partnership commerciale esistente tra i due Paesi. L’obiettivo di questo viaggio era mantenere inalterato l’equilibrio esistente tra queste due potenze. Una promessa, insomma, che nel breve periodo non vi saranno sorprese destabilizzanti.
Il nodo di Taiwan
Il fronte di Taiwan, però, resta infuocato. Xi Jinping ha voluto mettere in guardia Donald Trump sulla possibilità che una cattiva gestione dell’isola potrebbe portare ad una guerra. L’ennesimo conflitto in un periodo storico in cui la Terza Guerra mondiale sembra sempre più vicina. Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha chiarito che gli Stati Uniti per il momento non sono intenzionati a cambiare postura nei confronti del territorio presente nell’Oceano Pacifico. Il presidente Trump, invece, ha dichiarato oggi che sulla vendita di armi a Taiwan “prenderemo una decisione in tempi abbastanza brevi”.
Il tycoon ha confermato di aver parlato a lungo con Xi Jinping di questa isola, sostenendo che presto Pechino e Washington potrebbero trovare un’intesa su questo tema. Trump, inoltre, ha negato che esista un rischio immediato di conflitto tra Cina e Stati Uniti per Taiwan e ha affermato che Xi “non vuole una guerra“. Per quanto riguarda la vendita di arsenali militari, il presidente Usa ha chiarito di non aver preso alcun impegno con Xi, né in un senso né in un altro. “Non dirò se Taiwan sarà difesa dagli Usa in caso di attacco cinese, questo lo so solo io”, ha concluso con i cronisti.
I prossimi incontri tra Xi e Trump
Il vertice durato dal 14 al 15 maggio sembra essere solo il primo di una lunga serie di incontri tra i due leader. Trump ha già invitato Xi Jinping a Washington il prossimo settembre e ha annunciato di voler organizzare almeno altri 3 incontri entro il 2026. I possibili appuntamenti includono il G20 a Doral, in Florida, e il vertice di Asean, in Cina. Trump sembra intenzionato a voler mantenere aperti i canali di comunicazione con il Dragone, nella consapevolezza che un avversario economico di questo tipo potrebbe rappresentare un colpo durissimo per gli Usa.
Il futuro dell’Iran e di Hormuz
Uno dei temi più spinosi che ha accompagnato il suo secondo mandato come presidente Usa, quello dei dazi, non sarebbe però stata affrontata con Xi. Eppure, i due Paesi si erano promessi a vicenda conseguenza catastrofiche nel caso di via libera alle tariffe maggiorate sui beni importati. “L’argomento non è uscito fuori“, ha commentato Trump, lasciando intendere che forse in futuro l’argomento potrebbe essere affrontato, con tutti i rischi del caso. Ad oggi la priorità era discutere dell’Iran, un alleato da cui la Cina importa petrolio e altri beni di prima necessità. Entrambi hanno confermato di non volere che Teheran sia in possesso dell’arma nucleare e di auspicare al più presto la riapertura dello Stretto.
Frasi che però non lasciano capire quanto ancora potrà durare il conflitto con tutte le sue conseguenze. Non vi sono certezze sugli accordi intrapresi, né sulle posizioni dei due leader nei confronti del regime. Solo nelle prossime settimane sarà possibile capire in che modo questo vertice potrebbe influenzare la guerra in corso.
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