domenica 30 Agosto 2026

Morto dopo un gelato, Siaaic: “E’ l’allergia alle proteine che uccide, non l’intolleranza al lattosio”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “L’allergia alle proteine del latte scatena immunitarie immediate e violente come lo shock anafilattico, che può uccidere. L’intolleranza al lattosio, uno zucchero del latte, invece, non ha esiti fatali”. Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) e Uoc Medicina interna azienda sanitaria di Salerno, torna nuovamente a fare chiarezza sul tema, commentando la notizia della scomparsa di Adriano d’Orso, un ragazzo di 16 anni allergico alle proteine del latte, deceduto a Casoria (Napoli) dopo aver consumato un cono gelato. Un nuovo dramma, a poco più di 1 mese di distanza dalla morte per shock anafilattico di una studentessa di 15 anni, anche lei allergica alle proteine del latte, dopo aver consumato un panino in un ristorante a . “Questa nuova tragedia riaccende i riflettori sulla fragilità di un sistema che sconta ancora troppa disinformazione sulle allergie severe e sulla crucialità dell’uso tempestivo dell’adrenalina – afferma Patella – L’intolleranza causa malessere generale, dolore addominale o vomito, ma non esiti infausti. L’allergia scatena l’anafilassi, un collasso dell’apparato cardiovascolare che impedisce al sangue di raggiungere organi vitali come cuore e cervello. Tra le proteine del latte, la caseina resta la più insidiosa poiché termostabile e gastrostabile, mantenendo intatto il suo potere allergizzante anche dopo la cottura o la lavorazione industriale”. 

A sollevare i timori del presidente Siaaic – si legge in una nota – è anche la gestione dell’emergenza nei momenti immediatamente successivi al : dalle prime ricostruzioni sul caso di Casoria emerge infatti il disperato tentativo di somministrare del cortisone al prima dell’arrivo del . “Il cortisone ha tempi di azione troppo lenti per un’anafilassi acuta – precisa Patella – Ciò che un paziente allergico deve sempre portare con sé è l’adrenalina auto-iniettabile. E’ un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso. In Italia si registrano mediamente tra i 40 e i 60 accertati all’anno per shock anafilattico, ma il numero potrebbe essere superiore a causa di morti improvvise non correttamente notificate”. Proprio per ovviare a questa carenza di dati certi, il presidente Siaaic lancia un appello istituzionale: “In Italia non esiste un Registro nazionale sulle anafilassi – specifica Patella – E’ auspicabile, come suggerito dalle associazioni dei , tra queste Federasma, che sia gestito direttamente dall’Istituto superiore di (Iss) con il coinvolgimento delle società scientifiche degli allergologi come Siaaic”.  

Nelle vicende che coinvolgono la ristorazione e la produzione artigianale, il pericolo principale è rappresentato dalla contaminazione o dall’ingrediente non dichiarato, evidenziano gli esperti. “Sia che si tratti di tracce in un gelato, di formaggio nella pasta o di latte nelle polpette, il cosiddetto ‘cibo nascosto’ resta la maggiore. Pur non avendo l’obbligo di detenere adrenalina, i ristoratori e gli artigiani del settore alimentare devono essere formati. La Siaaic mette a disposizione corsi e podcast su Siaaic channel per aggiornare costantemente il personale sulla gestione del rischio allergeni”, conclude Patella, auspicando che la prevenzione e la chiarezza scientifica possano finalmente arrestare questa scia di drammi evitabili. 

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